Nasce la nuova ‘strana’ Provincia

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Fermo, 12 ottobre 2014 – Un posto da presidente, dieci da consigliere provinciale e 468 votanti. Oggi si svolgono le elezioni provinciali, diventate di secondo livello a seguito della mezza riforma finora attuata dal governo Renzi che, per il momento, ha soprattutto escluso la partecipazione popolare.

La nuova legge ha previsto tre organi: il presidente, che resterà in carica quattro anni; il Consiglio provinciale, della durata di un biennio; l’assemblea di tutti i sindaci del territorio. Sono stati anche ridotti i compiti, lasciando alle Province solo edilizia scolastica, ambiente, trasporti e viabilità. Siccome però non è ancora avvenuto il riordino a livello regionale, per il momento alle Province restano anche le altre funzioni, ossia lavoro, cultura, turismo e genio civile. Con la curiosa e non secondaria particolarità che le risorse sono state quasi del tutto tagliate. Anche quelle per presidente e consiglieri che non riceveranno alcuna indennità.

Come penseranno, allora, di governare i tre candidati alla presidenza? Fabrizio Cesetti, Jessica Marcozzi e Giampiero Gallucci assicurano ampio spirito di servizio, altrettanto i candidati delle loro liste e delle due (sindaci Valdaso e Sel) che non esprimono un aspirante presidente. Ma tutti saranno chiamati a fare i conti e ad inventarsi stratagemmi per trovare i fondi utili a governare.

Oggi, dunque, si vota. Dalle 8 alle 20 nell’unico seggio istituito in Provincia e possono farlo 468 elettori. E qui c’è l’altra novità che ha fatto tanto discutere: il voto ponderato. I comuni sono stati divisi per cinque fasce a seconda degli abitanti, assegnando per ogni gruppo un diverso valore al voto attraverso l’indice di ponderazione. Quindi, il voto del consigliere di Fermo, ad esempio, conterà molto di più di quello del consigliere di Smerillo.

Gli elettori saranno 296 dei comuni fino a 3.000 abitanti, 47 fino a 5mila, 24 fino a 10mila, 68 fino a 30mila e 33 fino a 100mila abitanti. Siccome i comuni più grandi sono tutti di centrosinistra e il valore di questi votanti è più alto degli altri, ecco che le previsioni sono favorevoli per la lista del Pd e per il suo candidato presidente.



 

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