Nasceranno tutti Piceni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Ascoli, 9 novembre 2014 – HAI VOGLIA a insistere che siamo tutti del Piceno: togli a un ascolano o a un sambenedetetse la possibilità di nascere sul suo fazzoletto di terra e si scatena il putiferio. La notizia che uno dei due reparti di ostetricia, quello del «Mazzoni» di Ascoli o quello del «Madonna del Soccorso» di San Benedetto», potrebbe chiudere è esplosa come una bomba. Soprattutto in Riviera. Nell’ambito della riorganizzazione delle Reti Cliniche decisa dalla Regione, infatti, si ipotizza che uno dei due punti nascita dell’Area Vasta 5 possa essere soppresso.

Ecco allora che, soprattutto in Riviera (essendo prevista la neonatologia ad Ascoli il vaso di coccio sè quello della costa) è scattata la protesta con tanto di migliaia di post su facebook che rifiutano l’idea di non nascere più rossoblù. Dopo la deflagrazione, però, ecco arrivare le smentite: «Non chiuderà nessun reparto», si affrettano ora a dire dirigenti e politici. E, in effetti, c’è da augurarsi che così sia perché le tradizioni, il sentirsi parte di una terra e della sua gente sono cose importanti, sono la vera ricchezza del nostro paese e non dovrebbero mai essere messe in discussione da una delibera. Pure, anche se trascorreranno anni, il pericolo che non si possa più nascere a San Benedetto esiste ed è concreto. A questo punto sembra probabile che ion molto decideranno di far venire al mondo i loro piccoli in casa. Come già accade, ad esempio, a Grottammare. Ma con i pericoli di cui tutti siamo a conoscenza. La soluzione? Sembra che non ci sia. A meno di non cambiare le leggi dell’anagrafe e dichiaraci tutti cittadini piceni.



 

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