Natale, l’Ancona spenta plaude a Pesaro

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 1 dicembre 2015 – Se la speranza è l’ultima a morire e resiste anche di fronte a una città appassita, c’è chi è quasi rassegnato a vedere Ancona muoversi con la lentezza di un bradipo. Gli applausi a Pesaro (foto), al suo Natale, ai suoi addobbi e alle sue luci arrivano anche da Ancona. Per carità, i complimenti vengono fatti a denti stretti, perché il capoluogo non ci sta ad essere secondo men che meno, visto che le luminarie le hanno accese anche piccole città, ad essere ultimo. Però dopo il flop 2014 del grande tendone in piazza Pertini per la cena di San Silvestro con le persone più bisognose, gli anconetani tremano all’idea che l’Amministrazione possa bramare, ancora una volta, un Natale sottotono.

Tra i più irritati ci sono i commercianti le cui casse piangono. Fino a qualche anno fa era colpa della crisi, poi del colpo di coda della crisi, e anche di acquisti più ponderati per effetto della crisi. Ma andarsi a cercare ‘la crisi’ perché non si è abbastanza attrattivi, lo considerano troppo. Due voci su tutte sono quelle più rappresentative e quelle che quando c’è da parlare di Ancona si espongono. Il primo è il commerciante Renzo Ragnetti che sul capoluogo ha investito e continua a credere: «Questa città la stanno uccidendo. Pesaro si è illuminata ma anche Senigallia ha fatto un ottimo lavoro, qui, invece, siamo al palo, anzi dietro il palo. Purtroppo – dice con amarezza – cambiano le Amministrazioni ma non cambia il modo di lavorare. Si parla troppo e si fa poco. Proprio l’altro giorno – racconta – parlavo con una signora che non fa la commerciante e quindi non conosce i nostri problemi che sconsolata mi ha detto: ‘Renzo, è possibile che Ancona è sempre peggio?’. Purtroppo però il passo non è quello del cambiamento e chi ci governa considera queste nostre critiche solo un modo per fare polemica, invece dentro abbiamo un dolore enorme».

Giancarlo Gioacchini, gallerista che ha ricoperto ruoli di rilievo in molte associazioni, lamenta invece la mancanza di un progetto d’insieme: «Noi abbiamo una bellissima città, senza nulla togliere alle altre, ma dobbiamo fare degli sforzi in più. Non bastano due bancarelle per risollevarla e ne si può basare il nostro sviluppo sul mercato ambulante. Manca una visione d’insieme, un progetto organico che anche se non fosse sul lungo periodo quanto meno riesca a guardare da qui a qualche anno». Gioacchini punta il dito sui contenitori che sarebbero capaci di catalizzare l’attenzione: «Abbiamo la Mole, un bellissimo Mercato delle Erbe, è tempo di darci una mossa».

Pur riconoscendo gli sforzi messi in campo anche i referenti principali delle due maggiori associazioni, Confartigianato e Confcommercio, chiedono un cambio di marcia. «Se parliamo di eventi – afferma Marco Pierpaoli (Cgia) – sappiamo di avere fatto fino a qui un buon lavoro e iniziative che altri comuni non hanno. Certo è che bisogna lavorare sull’immagine del capoluogo, stiamo ancora aspettando il recupero del centro storico, e speriamo veramente tanto che con l’accensione delle luci sarà creata anche da noi una bella atmosfera natalizia». Massimiliano Polacco (Confcommercio) plaude a Pesaro: «Non c’è che dire hanno fatto un bel lavoro di immagine. Ad Ancona manca un progetto complessivo di vitalità. Il commercio e le feste sono confusione, mentre questo Comune la confusione non la vuole perché mette regole rigide come è stato nel caso del nostro Mercato europeo relegato nella zona del porto».

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