Nelle mani sbagliate

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 3 gennaio 2016 - Il 1998 è l’anno di nascita del Cotuge, ovvero il Consorzio turistico del comprensorio dei Monti Gemelli. Un’ammucchiata di enti, che proprio per questo suo dna tutto pubblico aveva probabilmente un destino segnato: il fallimento dei suoi ambiziosi obiettivi. Soprattutto perché gli enti stessi erano e sono divisi fra due province e due regioni, cosa che ha reso evidentemente ancora più farraginosi e inconcludenti processi decisionali che invece avrebbero avuto bisogno di efficacia e rapidità. Alle divisioni territoriali si sono poi ovviamente aggiunte quelle politiche, che hanno completato il quadro, trasformando le piste da sci delle nostre montagne nell’inno dell’inefficienza. Oggi, peraltro, diversi degli stessi enti ‘genitori’ del Cotuge hanno abbandonato la creatura cui avevano contribuito a dare vita.

La conseguenza è che adesso non c’è nemmeno una compagine sociale al completo, e per di più il consiglio d’amministrazione che opera in prorogatio, ovvero è andato oltre la sua scadenza naturale (di ben cinque anni). In mezzo a tutto questo, c’è la politica che si scontra e che, tanto per fare un esempio, ripropone anche sulle piste da sci la divisione tra Comune e Provincia.

Un quadro avvilente, soprattutto se il risultato è quello che descriviamo in queste pagine: piste da sci innevate come non ce ne sono nemmeno in Trentino durante questo anomalo inverno, e però inutilizzate perché i lavori sugli impianti non sono ancora iniziati. Ma soprattutto non c’è niente che assomigli a una programmazione e a una strategia di medio lungo termine. Tanto per cominciare, bisognerebbe capire chi può entrare nel Cotuge al posto di chi è andato via e se il consorzio deve aprire ai privati (in tal caso bisognerebbe anche modificare lo statuto). Poi serve un nuovo slancio, togliendo la polvere che si è depositata per anni su un ente incapace di assolvere anche in minima parte al suo compito. La missione non è impossibile, ma la volontà c’è davvero?

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