Nelle Marche uno studente su 5 non finisce le scuole superiori

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IL BORGHIGIANO FABRIANO IL BLOG DELLE MARCHE – Giovani che hanno smesso di studiare senza arrivare al diploma e non per lavorare. Nelle Marche sono un vero e proprio esercito: 47mila. Un’indagine, condotta in un quinquennio e contando gli iscritti a una prima superiore per poi rifare l’appello al termine del ciclo di studi, ha evidenziato unabbandono del 20 per cento di media regionale: si va dal 15 per cento delle scuole della provincia diAncona al 28 di quelle di Ascoli Piceno. Se ne è parlato a Chiaravalle alla giornata conclusiva del seminario organizzato da Irase Ancona e Fondazione Montessori per analizzare e contrastare il fenomeno della dispersione scolastica. In Italia sono 2,9 i milioni di ragazzi che, negli ultimi quindici anni, non sono arrivati al diploma. Più della metà degli abbandoni arriva dopo il secondo anno di scuola superiore: nelle Marche sono quasi il 10 per cento, precisamente il 9,3 per cento degli iscritti. Per la maggior parte si tratta di maschi, fenomeno analogo in tutta Italia. Sono molti ma la cifra è inferiore alla media nazionale che si attesta al 14,8 per cento.

Il dossier di «Tuttoscuola» sulla dispersione scolastica cita anche Confindustria che ha calcolato in 32,6 miliardi il costo sociale dei cosiddetti «neet»: i giovani tra i 15 e i 29 anni che hanno smesso di studiare ma non lavorano. Il 70 per cento dei casi di abbandono scolastico, prima di iscriversi alle superiori, sono dovuti a una bocciatura alla scuola media. E uno studente su due inoltre si dice pentito della scelta effettuata al termine della scuola media.

Dati e cifre che destano grande preoccupazione nel mondo della scuola e nelle istituzioni. «Il 50 per cento degli studenti si dice pentito della scelta dopo il primo anno di superiori – ha sottolineato Noemi Ranieri, segretaria nazionale Uil Scuola – e questo ci dice che dobbiamo intervenire sull’orientamento, elemento carente nel nostro sistema. Dobbiamo farcene carico». Il teatro Valle ieri ha ospitato gli interventi di Cesare Porcelli (direttore dipartimento Neuropsichiatria infantile Asl di Bari), Antonio Cartelli (docente università di Cassino e Lazio Meridionale) e Monica Tola (Caritas) e Maria Dentamaro, dirigente scolastico Ic Mazzini Modugno di Bari.

«È nostra intenzione – ha concluso Noemi Ranieri – lanciare a livello nazionale un concorso di idee per progetti che possano intervenire sul fenomeno della dispersione scolastica. Vogliamo istituire un premio nazionale per incentivare la comunità del mondo della scuola. La scuola deve dare risposte: è il motore di una società civile e moderna». «Le Marche – ha evidenziato Rita Scocchera, dirigente dell’ufficio scolastico regionale – con Liguria e Toscana sono a rischio, spesso anche per la facilità di trovare lavoro a basso tasso di qualificazione. Nel triennio 2011/2013 gli indicatori sono cresciuti del 3 per cento».

Notizia riferita da SARA FERRERI IL RESTO DEL CARLINO 

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