Nomadi in piazza del Tricolore: «Ora dovranno sgombrare»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Civitanova Marche, 13 settembre 2014 – Dovrà sgomberare da piazza del Tricolore la famiglia che occupa due roulotte nel parcheggio adiacente la scuola e che da mesi è obiettivo delle proteste dei residenti. Il tribunale di Macerata ha dato ragione al Comune e stabilito che non c’è stata discriminazione nel negare l’iscrizione all’anagrafe e la residenza alla signora F. G., nomade con cittadinanza francese che a Civitanova vive in quella roulotte insieme alla figlia 14enne, da anni iscritta alla scuola di via Ugo Bassi. Dal tribunale la donna voleva farsi riconoscere la residenza negata chiedendo anche la condanna del Comune per atti discriminatori. Il giudice ordinario del tribunale di Macerata, Franca Pecorari, ha respinto il ricorso riconoscendo al Comune di aver agito nel rispetto delle leggi dello Stato.

«Il giudice — sottolinea il sindaco Tommaso Corvatta — ha stabilito che quello del Comune è stato un comportamento corretto, rispettoso della legge e non discriminatorio. Adesso provvederemo a sgomberare quella piazza e siccome c’è un minore occorrerà trovare un’altra collocazione per tutelare il suo diritto allo studio. Finora ci siamo astenuti dall’agire perché c’era una causa in corso, ma ora leggi e regolamenti comunali vanno applicati». La gestione del caso ha coinvolto anche i vigili urbani ed è uno di quelli, dentro alla polemica sugli interventi di contrasto all’accattonaggio, che ha creato il gelo tra sindaco e comandante. Ivo Costamagna, presidente del consiglio comunale, non nasconde i problemi: «se non c’è sintonia, ed è sotto gli occhi di tutti, si fa bene ad intervenire denunciando quel che non va, come ha fatto il Pd. Marinelli dice che ai suoi tempi era tutto rose e fiori? Non gli fa onore e sbaglia a coprire problemi evidenti e sotto gli occhi di tutti». Anche Antonio Colucci, consigliere delegato alla sicurezza, lancia una frecciata alla polizia municipale: «mi auguro si vogliano confrontare con gli altri organi di polizia e, quando questi chiamano, che rispondano». Intanti eri mattina sono state consegnate al prefetto, Pietro Giardina, le firme della petizione contro gli accattoni.



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