"Non rispetta il Corano": pestata dal fratello

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 11 giugno 2015 – Insulti, botte e morsi alla sorella che non rispettava i dettami del Corano. Per questo, accusato di maltrattamenti in famiglia, è sotto processo un giovane guineano.

I fatti sarebbero successi dall’estate del 2013 all’agosto 2014. I due vivevano insieme in centro ma, a detta della ragazza, la loro convivenza sarebbe stata troppo difficile, per le violenze del fratello. La ragazza ha parlato di urla e minacce pesanti: «non finisce qui, quando ti incontro per strada ti ammazzo», oltre a insulti vari. Il ragazzo l’avrebbe presa a schiaffi e pugni, una volta le avrebbe morso un polso, un’altra le avrebbe dato un pugno all’orecchio così forte da perforarle il timpano. In altre circostanze i litigi accesi tra i due sarebbero finiti con lui che le tirava i capelli e la picchiava, in un caso le lesioni sarebbero state rilevate anche dai medici del pronto soccorso, che le avrebbero dato una prognosi di 15 giorni.

Nel corso delle indagini poi è emerso che a scatenare queste reazioni era il fatto che, a detta del ragazzo, la giovane (che ha la stessa madre ma un padre diverso da quello dell’imputato) voleva uscire liberamente, e si comportava in maniera non rispettosa delle limitazioni che gli islamici impongono alle donne. Ieri per l’imputato, difeso dall’avvocato Luca Froldi, si è tenuta l’udienza preliminare, al termine della quale il giudice Enrico Zampetti ha disposto il rinvio a giudizio per l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Il processo si aprirà a marzo. L’imputato però respinge le accuse: la sua versione è che tra lui e la sorella ci fossero effettivamente delle discussioni, ma senza minacce né maltrattamenti fisici. Ora sarà il giudice Chiara Minerva a dover ricostruire come siano andati davvero i fatti, in base alle testimonianze.

 



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