Non si nascerà più a San Benedetto? La protesta corre su Facebook

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

San Benedetto (Ascoli), 4 novembre 2014 – Si riaccende la polemica intorno al punto nascite del Madonna del Soccorso. Tra delibere regionali, voci e spifferi che rimbalzano tra i camici bianchi, la paura che in futuro non si potrà più nascere a San Benedetto si è riaffacciata nel dibattito pubblico. Tutto nasce dall’intricata faccenda delle reti cliniche, la spending review della sanità regionale, con i punti nascita delle Marche che dovrebbe ero essere «riorganizzati», ovvero portati dagli undici attuali ad appena cinque.

La delibera numero 1345 del 30 settembre 2013, d’altra parte, parla chiaro: «La riorganizzazione dovrà essere effettuata con gradualità ed oggetto di specifica concertazione; in particolare per i punti nascita la cui attività risulta al limite dei parametri dettati dal’Accordo Stato-Regione. Considerata inoltre la particolare sensibilità sociale per l’argomento, le scelte verranno effettuate tenendo conto dei risultati delle azioni necessarie a garantire la continuità dei servizi da avviare immediatamente».

A quanto si apprende, la soglia di sopravvivenza per far sopravvivere l’ostetricia è comunque fissata a quota 1000 nascite: San Benedetto ne fa registrare poco più di 800 (tra l’ospedale civile e le due cliniche private, Villa Anna e Stella Maris), mentre Ascoli ne avrebbe qualcuna in meno, una cinquantina. Intanto, la guerra di campanile è esplosa su Facebook, con tanto di gruppo con centinaia di adesioni e diverse parole polemiche tra chi non vuole far nascere la propria prole ad Ascoli e chi annuncia che, nel caso, si rivolgerebbe piuttosto ad Ancona. Sulla vicenda si è espresso anche il consigliere di Forza Italia Pasqualino Piunti, che chiede un ampio confronto e auspica che, comunque, l’eventuale soppressione del punto nascita venga evitata, in un modo o nell’altro. Quando però un anno fa la questione si presentò, il sindaco Giovanni Gaspari aveva annunciato la decisione della Regione di monitorare la faccenda per almeno tre anni, prima di prendere qualsiasi decisione. La settimana scorsa, nella giornata di inaugurazioni andata in scena al Madonna del Soccorso, ancora il sindaco ha detto che, comunque vada, l’ostetricia e la ginecologia resteranno a San Benedetto. La questione, insomma, è complessa.



 

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