Non vede il figlio da tre anni. "La mia ex è scappata e l’ha portato in Romania"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 8 aprile 2015 – «Da tre anni non so più nulla di mio figlio, che la mia ex compagna ha portato con sé in Romania poco dopo la sua nascita. Ho denunciato questo fatto, ho chiesto aiuto alle istituzioni, ma in tutti questi anni nessuno mi ha aiutato».

E’ un appello disperato quello che lancia un padre, un tassista maceratese, nel raccontare la triste vicenda di cui è vittima lui insieme con il suo bambino. «Ho conosciuto la mia ex compagna nel 2007, poi ci siamo messi insieme e, a settembre del 2010, è nato nostro figlio. A quel punto sono iniziate le difficoltà. All’improvviso, poco dopo la nascita del bimbo, lei mi ha denunciato per stalking, accusandomi di ogni serie di nefandezze, e facendomi passare tre mesi agli arresti domiciliari. Quando finalmente sono uscito, il tribunale per i minori aveva avviato un percorso per noi due, per valutare la nostra capacità genitoriale. Io mi sono sottoposto alle varie visite psichiatriche, ho partecipato a tutte le udienze, lei nulla, mai vista. A un certo punto ha detto che doveva tornare in Romania perché la madre stava male, così, malgrado il mio parere contrario, lei ha avuto un’autorizzazione temporanea a lasciare l’Italia e se n’è andata con il bambino. Da allora, era l’ottobre del 2012, non è più tornata».

Da quel giorno, il maceratese non ha più avuto alcuna notizia di suo figlio, un figlio che lui vorrebbe vedere, seguire, accudire. Non potendo e non volendo avvicinarsi alla ex compagna, per evitare nuove denunce, si è affidato alla legge. Con l’avvocato Barbara Antolini, ha denunciato l’accaduto, e alla fine di aprile ci sarà l’udienza preliminare per la sua ex compagna, per l’accusa di sottrazione internazionale di minore.

«Ma prima di arrivare – si domanda – a una sentenza quanto ci vorrà? Al tribunale per i minori ho fatto un’istanza per chiedere che venisse revocata la potestà genitoriale alla madre, e per ottenere l’affidamento esclusivo di mio figlio, visto quello che ha fatto lei. A ottobre abbiamo depositato le nostre memorie, ci hanno detto che la decisione sarebbe arrivata a breve, e invece ancora non abbiamo saputo nulla. Così come non so quando finirà il processo a mio carico, per le accuse che lei ha inventato contro di me: nella prossima udienza dovrebbe venire lei a testimoniare, ma non so come faranno a trovarla, visto che dall’anagrafe italiana risulta cancellata e che non si sa dove sia in Romania».

Con l’avvocato Giovanna Matteucci, il maceratese si è rivolto anche l’Autorità centrale di Roma, che si occupa di far rispettare la Convenzione dell’Aja, per far ristabilire il diritto di visita tra genitore e figlio, ma anche lì la risposta tarda ad arrivare. «Intanto il tempo passa, e il bambino cresce lontano da suo padre, senza sapere neppure che io esisto, che lo cerco, che gli voglio bene. Ma è possibile che un padre perda gli anni più belli di un figlio in questo modo, nell’indifferenza generale? E’ possibile che un bambino italiano scompaia così, senza che nessuno alzi un dito?»

L’uomo è ferito dalla perdita del piccolo, e sarebbe felicissimo di poterlo tenere con sé. «Penso a lui ogni giorno, e non ho diritto neppure di sapere se sta bene, se è vivo, dove e come vive».

 



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