Norme per la sicurezza in ospedale, la traduzione diventa una comica

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Carlino borghigiano

Macerata, 25 novembre 2014 – «Tu rende noto a tutti i consumatori che il personale e preparato in caso di fuoco o altro magnete». Cosa vorranno dire, con questa frase, i cartelli antincendio apparsi su tutte le pareti dell’ospedale da una settimana? Se lo domandano le centinaia di pazienti e i loro parenti. I cartelli sono esilaranti, per gli italiani, ma oscuri a inglesi, francesi e tedeschi, che difficilmente saranno in grado di interpretarli. «Stiamo già provvedendo a cambiarli» assicura il direttore generale Pierluigi Gigliucci, che tiene a precisare come i cartelli non siano costati un euro: «Sono stati fatti internamente, e chi li ha fatti ora li correggerà».

L’idea iniziale era giusta: fornire le informazioni di base su come comportarsi in caso di pericolo. Il risultato ricorda Totò e Peppino a Milano: «Noio volevons savuar l’indiriss…». Le istruzioni sono intitolate «Norme di comportamento in caso di emergenza». «Ma nella versione inglese c’è già un errore – indica Elisa Bolognesi, titolare della scuola scuola Multilingue -, perché c’è scritto behavior invece di behaviour. La prima frase poi non ha senso». Infatti quello che in italiano era «si rende noto a tutti gli utenti che il personale è preparato ad operare in caso di incendio o altra calamità secondo piani di intervento prestabiliti», è diventato «you makes know to all the consumers that the personnel and’ prepared to operate in case of fire or other magnet’ second floor on intervention pre-arranged». Ovvero? «E’ intraducibile: inizia con you, che vuol dire tu o voi, poi c’è il verbo alla terza persona singolare. Poi la forma verbale “è” è stata tradotta con “and”, che però è la congiunzione “e”, mettendoci vicino un apostrofo che lì non ha senso. L’espressione “piano di emergenza” non si rende con “floor”, che è il piano di un palazzo. Questo non è un cartello da correggere, è da rifare da capo. La frase “è vietato fumare ed usare fiamme libere” è diventata “e non fumare e usare fiamme libere”. L’espressione “telefono interno” è diventata “io telefono interno”.

Lo stesso pasticcio è anche in francese. Anche lì la forma verbale “è” diventa la congiunzione “et” con il solito apostrofo vicino. I consigli “mantenere la calma, seguire le istruzioni” in francese non si traducono all’infinito, “rester calme”, ma all’imperativo “restez”. “Nel caso venga impartito ordine di evacuazione” è diventato “nel caso io sia dato ordine di evacuazione”. E’ chiaro che è stato usato un correttore automatico».

Conferma la diagnosi anche Daniela Gattari, lettrice di madrelingua tedesca. «E’ colpa di un traduttore, e nemmeno dei migliori. Tutte le frasi sono più o meno assurde, ridicole. Un italiano che conosce il tedesco riesce a interpretarle, capisce che la parola “magnet” con l’apostrofo è la traduzione di calamità. Ma un tedesco non ci capirebbe nulla. Fin dall’intestazione, “Normen von verhalten bei notfall”, l’ordine delle parole è sbagliato. O sono inesatte le parole, “evacuazione” non si traduce con “evakuierung”, che significa l’evacuazione in senso scatologico. Le sigarette non si gettano nei “körben”, che sono ceste di vimini». Insomma, se per disgrazia ci fosse un magnete all’ospedale, uno straniero sarebbe in grandi difficoltà, «Lost in translation», come il bel film di Sofia Coppola.



 

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