“Nuovo soprintendente, nuove regole. E io ho buttato via 70mila euro…”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Ancona, 28 ottobre 2014 – Gabriele Capannelli, titolare della ‘Bontà delle Marche’, ristorante e gastronomia nel centro storico di Ancona. Per i dehors ha scritto addirittura a Renzi.

«Sì, a settembre, nel pieno della polemica. Poi ho messo la lettera nel cassetto. Ora gliela spedisco. Lui voleva togliere potere alle Soprintendenze, no? Aveva ragione».

Deluso e frustrato, in lotta quotidiana contro le pubbliche amministrazioni. Così si descrive.

«La vicenda è assurda. Nel 2009 ho rinnovato il negozio, un investimento da 700mila euro, solo il nuovo dehor ne è costati 75mila. Avevamo 60 posti dentro e 90 fuori, eravamo aperti fino a mezzanotte».

Ma…?

«Ma nel 2011 è cambiato soprintendente, è arrivato Cozzolino. E ha considerato un obbrobrio i nostri tavolini. Proprio davanti a noi c’è una fontana del Duecento. Non si poteva. E la pensa come lui il successore, Gizzi, l’attuale responsabile».

Così ha dovuto sbaraccare.

«Esattamente. Avevo fatto ricorso al Tar, il tribunale amministrativo mi aveva concesso la sospensiva. Comune e Soprintendenza però non si sono fermati. Si sono rivolti al Consiglio di Stato. E hanno vinto. A luglio 2012 ho dovuto togliere tutto».

Conseguenze?

«Nel momento migliore avevo 26 dipendenti, oggi ne ho 12. Non voglio dare tutta la colpa ai dehors. Chiaro, c’è la crisi, ci siamo ridimensionati. Ma quella decisione ci ha danneggiato molto».

Avevano tentato un compromesso.

«Sì, il Comune aveva fatto un regolamento transitorio per tavoli, sedie e ombrelli. Spazi ridotti, da 98 a 46 metri, dal 15 aprile al 15 ottobre. L’amministrazione voleva estendere la validità a tutto l’anno. Il Soprintendente pareva d’accordo, poi ci ha ripensato».

E come mai?

«Ha detto che i commercianti non se lo meritavano. Si erano comportati male durante la notte d’oro, a fine settembre».

Siete stati messi in punizione.

«Sì, ma vale solo per cinquecento metri di Corso Mazzini. Quattro locali e sessanta dipendenti. Assurdo!».

Cosa si aspetta?

«Che ci sia una presa di coscienza. Gli imprenditori devono essere capiti dalle pubbliche amministrazioni, devono essere protetti. Noi creiamo lavoro. Se non si capisce questo, è davvero difficile. I monumenti vanno rispettati ma anche vissuti».

Cambia soprintendente e cambia interpretazione.

«Questo è grave. E poi non è possibile che loro abbiano così tanto potere. Non possono bloccare le città!».



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