Omicidio, compleanno in carcere per la 16enne: "Voglio le foto dei miei genitori"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Ancona, 22 novembre 2015 – Avrebbe chiesto di tenere con sé le foto dei suoi genitori la ragazzina coinvolta nel delitto di via Crivelli, accusata di aver spalleggiato il fidanzato che a colpi di pistola ha ucciso la mamma Roberta Pierini e ridotto in fin di vita il papà Fabio Giacconi. Oggi, per l’adolescente di Ancona, sarà il compleanno più triste: compirà 16 anni rinchiusa nel carcere minorile di Nisida di Napoli, senza la possibilità di ricevere visite né telefonate. Regali e abbracci le sono stati donati ieri, quando gli zii paterni sono stati autorizzati a vederla.

Già nella visita precedente, quella di giovedì (quando a Napoli sono arrivati la zia materna e il nonno paterno), la giovane aveva chiesto di poter avere le foto dei suoi cari, soprattutto quelle dei genitori. La ragazzina avrebbe chiesto delle condizioni del padre e ai familiari sarebbe apparsa a dir poco preoccupata per lo stato del genitore. Segno, forse, che la sedicenne comincia davvero a rendersi conto del dramma che si è consumato nell’appartamento di via Crivelli, dove viveva con i suoi e dove il 7 novembre ha fatto entrare il suo ragazzo, Antonio Tagliata, arrestato per omicidio volontario.

Preoccupata e confusa, così l’avrebbero descritta quanti sono riusciti a vederla. Atterrita, forse, da quello che la aspetta e dal pensiero di vivere un futuro senza genitori, uccisi sotto i suoi occhi. I familiari della ragazzina, rappresentati dall’avvocato Marco Pacchiarotti, hanno sempre escluso che la 16enne sia complice nell’omicidio. La giovane dovrà spegnere le candeline nella cella del penitenziario minorile, che divide con altre due ragazze. Il carcere, che ospita tanto la sezione maschile che quella femminile, accoglie 70 giovanissimi detenuti da tutta Italia e la ragazzina anconetana avrebbe già fatto amicizia con le sue compagne di cella. All’adolescente è già stato permesso di partecipare ad alcune attività di istruzione, che le permetteranno di non interrompere del tutto il percorso di studi superiori.

La 16enne era infatti iscritta al terzo anno dell’istituto Vanvitelli Stracca Angelini e a scuola non aveva mai avuto problemi. Per questo anche l’avvocato Annavittoria Banzi, nominata suo tutore, e il suo legale Paolo Sfrappini si erano subito interessati affinché la giovane potesse continuare a studiare. Proprio l’avvocato Sfrappini, ieri, ha incontrato la ragazzina in carcere.

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