Omicidio di via Crivelli, il 18enne: "Sono stato io a uccidere, mio padre non c’entra"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Ancona, 10 novembre 2015 - Era armato fino ai denti Antonio Tagliata sabato pomeriggio quando, attorno alle 12.30, si è presentato alla fermata del bus di piazzale Europa per incontrare la fidanzata 16enne. Oltre alla pistola, su cui i carabinieri stanno facendo accertamenti per capire la provenienza, il 18enne aveva anche tre caricatori. Un totale di 86 proiettili. Un 18enne mai sfiorato da episodi anche di criminalità spicciola, armato come un killer professionista e arrivato in via Crivelli con la volontà di uccidere. La sua verità l’aveva scritta prima di uscire di casa. In tre biglietti poi trovati dai genitori e consegnati ai carabinieri. «Confesso l’omicidio di Fabio Giacconi e Roberta Pierini». «Ero sicuro che sarei morto – ha detto il giovane durante l’interrogatorio di sabato notte – ho scritto il biglietto per proteggere mio padre, che ha avuto problemi con la giustizia». In altri due fogli, Antonio saluta i genitori e i fratelli, come a voler far capire chiaramente di volersi togliere la vita una volta commesso il delitto e chiede scusa per quello che sta per compiere. 

Le due procure, quella ordinaria che ha fermato Antonio per omicidio, tentato omicidio e porto abusivo d’arma da fuoco e quella dei minori, che accusa la 16enne del concorso, credono che i due fidanzatini siano andati a casa dei genitori di lei con un intento chiaro. Oggi Tagliata comparirà davanti al Gip per l’interrogatorio di convalida del fermo. Domani sarà la volta della ragazzina alla Procura dei minori. Per entrambi gli inquirenti chiedono la custodia in carcere. Antonio è già rinchiuso a Camerino. Anche la posizione della minorenne si fa sempre più pesante. Su di lei aleggia poi un sospetto che pesa come un macigno: è veramente incinta? Le sue rotondità agli inquirenti sono apparse molto più che sospette. La ragazza ha detto di aver mangiato troppo ultimamente, ma gli inquirenti non sono troppo convinti da questa versione. Una circostanza che spiegherebbe molte più cose.

Ma è sulla premeditazione e sulla complicità dei due ragazzi che si gioca molto. Non a caso si sta scavando anche nelle memorie degli smartphone dei due ragazzi e nelle chat di whattsapp e di Facebook dove i due potrebbero aver parlato e detto molto. Il motivo della loro presenza in quell’appartamento sabato pomeriggio è l’unica cosa su cui i due hanno fornito una versione univoca. Per il resto siamo di fronte a due storie «diverse». Tagliata ha ammesso di aver sparato, la 16enne ha detto di non aver mai visto l’arma prima di entrare in casa e di non aver potuto fare nulla quando Antonio l’ha puntata contro Roberta Pierini e Fabio Giacconi.

Ma Antonio ha anche detto che la fidanzata lo avrebbe incitato a sparare. Lei su questo smentisce. Anzi dice che quella pistola le sembrava un giocattolo. Antonio sostiene di aver fatto fuoco dopo essere stato aggredito da Giacconi, ma la prima ad essere colpita e giustiziata con un colpo in testa è stata la moglie. La ricostruzione della scientifica lascia pensare che l’uomo sia stato addirittura rincorso verso il terrazzo. Oggi l’autopsia su Roberta Pierini a Torrette. Per i due ragazzi le porte delle carceri sembrano essere sempre più spalancate. Resta l’udienza di convalida per Antonio Tagliata, 18 anni, in stato di fermo, con la sedicenne, per l’omicidio della madre della giovane, Roberta Pierini e il ferimento appunto dell’uomo (FOTO).

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