Omicidio di via Crivelli, mattanza e fuga: ecco i punti ancora oscuri

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 9 novembre 2015 - La testa rasata di Antonio: prima o dopo il delitto? Gli abiti puliti di entrambi e non macchiati di sangue, il buio delle quattro ore dal momento degli spari alla cattura alla stazione di Falconara. La pistola presa al mercato nero di Ancona come se fosse facile recuperare per strada una calibro 9 con la matricola abrasa, la consapevolezza o meno della ragazza che Antonio stesse salendo in casa dai genitori di lei armato e con il caricatore pieno. Ci sono ancora tanti punti oscuri in questa intricata vicenda. Primo fra tutti il ruolo dei due ragazzi. Se è vero che Antonio è reo confesso e ha detto di aver sparato in preda alla paura per aver subito minacce da parte del padre di lei che si era opposto alla relazione, c’è da capire se la fidanzata fosse completamente ignara delle reali intenzioni del 18enne. E’ vero, come pare, che lui le avrebbe fatto vedere la pistola prima di entrare in casa? E’ vero che i due avevano pensato di scappare in treno verso Roma? E’ vero che lui aveva tentato il suicidio perchè non riusciva più a incontrarsi con la 16enne? Oggi i due ragazzi verranno interrogati di Gip dei rispettivi tribunali. I pm chiederanno la convalida del fermo. Martedì è prevista l’autopsia sul corpo di Roberta Pierini.

NON AVEVANO un appuntamento con Roberta e Fabio. Anzi, i genitori della 16enne non se l’aspettavano proprio sabato pomeriggio di ricevere la visita della figlia e del fidanzato Antonio. Negli ultimi giorni c’era stata parecchia maretta tra loro e il 18enne. Non volevano che la figlia lo vedesse, mai più. Un amore contrastato, diventato forse impossibile. Ma i due ragazzi avrebbero tentato la strada di un ultimo chiarimento. Peccato che Antonio avesse deciso di salire al quarto piano della palazzina di via Crivelli 9 armato con una calibro 9×21. Che lui le avrebbe anche mostrato prima di girare la chiave nella toppa.

SONO LE 13.30 circa. La ragazza ha le chiavi. Apre la porta di casa. I due giovani si trovano subito davanti agli occhi il papà e la mamma di lei. Il salone si spalanca a pochi passi dal corridoio. Il discorso chiarificatore non inizia neanche. Le voci si fanno subito grosse, specie tra Fabio Giacconi e Antonio Tagliata. Il ragazzo racconta agli inquirenti di aver subito una vera e propria aggressione dal padre della ragazza. A quel punto, per difendersi (dice lui), il 18enne estrae la pistola e fa fuoco. Otto colpi, uno in fila all’altro. La ricostruzione sulla scena del crimine, ad opera dei carabinieri del Ris di Roma che ieri hanno lavorato tutto il giorno per cristallizzare la situazione, confermerebbe che il ragazzo ha fatto fuoco a distanza ravvicinata contro Fabio e Roberta. Ma non avrebbe scelto prima uno e poi l’altro o viceversa. «Erano vicini» ha riferito il ragazzo «ho sentito l’odore del fumo della pistola, non ci ho capito più niente». 

EPPURE Antonio, a 18 anni, è apparso un killer glaciale tanto è stata la precisione. Un colpo alla testa della donna, letale, e uno al braccio. Giacconi avrebbe cercato scampo sul terrazzo che dà su via Crivelli. Tutto inutile. Altri sei colpi, sparati a raffica con la semiautomatica. Quattro a segno sul corpo del 49enne ora in prognosi riservata a Torrette. Due dall’interno verso l’esterno di casa, forano addirittura i panni messi a stendere al sole. A quel punto i due ragazzi, completamente frastornati, escono di casa alla svelta. Lui inizia praticamente a correre. Lei non gli sta dietro, finchè non lo raggiunge. I due vanno a piedi verso via Buonarroti. Trovano un cassonetto e lui getta l’arma. 

POI QUATTRO ore di buio, fino alle 17.45 quando verranno fermati dai carabinieri a Falconara. C’è da capire se Antonio abbia chiesto aiuto a qualcuno, se sia andato a rasarsi e a cambiarsi. Al momento i carabinieri escludono qualsiasi altra complicità. I due montano su un bus e raggiungono piazza Cavour. Da lì prendono un altro autobus per Falconara. Ma nel frattempo sul bus evidentemente succede che il terrore li assale. Si rendono conto di cosa hanno combinato. Lui telefona alla mamma. La signora è già al comando dei carabinieri: i militari stavano cercando i due ragazzi ed erano andati a chiedere ai genitori di lei dove potessero essere. I carabinieri di Falconara si fiondano in stazione e trovano i ragazzi sul binario. Cinque minuti d’orologio e sarebbe passato un treno per Roma. Che i due forse, nella loro ultima, folle fuga d’amore avrebbero voluto prendere.
 

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