Omicidio di via Crivelli, Tagliata: "Ho sparato a caso, era ‘fuoco di copertura’"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Ancona, 12 novembre 2015 – “Ho sparato a caso“. Antonio Tagliata, in carcere a Camerino, racconta così quello che è accaduto lo scorso 7 novembre a casa della fidanzata 16enne, in via Crivelli. Davanti al Gip per l’udienza di convalida del fermo, il 18enne, con un linguaggio da videogioco spiega: “Ho visto fumo e ho fatto fuoco di copertura“. 

La scena è chiara prima della sparatoria: Fabio Giacconi, il padre di lei, era seduto sul divano, la moglie Roberta Pierini fumava nervosamente, dice Tagliata. Poi la discussione si sarebbe inasprita: “Il padre aveva uno sguardo minaccioso, ha detto ‘adesso basta’ ed è venuto verso di me; ho avuto paura, non ho capito più niente. Gli occhiali mi si sono appannati, ho sentito la mia ragazza che diceva ‘spara, spara!‘, e ho sparato”. Ma, della sequenza dei colpi esplosi con la cal.9×21, racconta di non ricordare più nulla. A parlare, invece, è l’autopsia. Infatti, dalle prime risultanze dell’esame e dagli accertamenti tecnici, pare che il giovane abbia sparato alla donna a terra, colpendola dall’alto verso il basso. 

Giacconi, poi, sarebbe stato inseguito fin sul balcone di casa, mentre gridava “aiuto, polizia!”. Tanto che le urla sono state sentite anche da alcuni vicini, i quali hanno chiamato il 113 e il 112. L’uomo è stato raggiunto anche da un colpo alla nuca: un foro di proiettile era ben visibile sul bordo di una tovaglia gialla appesa a stendere fuori dal terrazzo. Ora versa in “gravissime condizioni cliniche“, come si legge nel bollettino medico diffuso oggi dal direttore della Clinica di anestesia e rianimazione degli Ospedali riuniti di Ancona, professor Paolo Pelaia. E la prognosi resta “riservata”. 

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