Omicidio via Crivelli, convalidato fermo di Tagliata. Lui piange col vescovo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 11 novembre 2015 – E’ durato cinque ore l’interrogatorio nel carcere di Camerino, poi il giudice per le indagini preliminari Paola Mureddu ha deciso di convalidare il fermo di Antonio Tagliata, il 18enne accusato dell’omicidio dellla 49enne Roberta Pierini, madre della fidanzata del giovane, e del ferimento del padre della ragazza, Fabio Giacconi (anche lui 49 anni). Il gip si è, invece, riservato la decisione sulla misura cautelare.

Prima dell’interrogatorio, Tagliata ha accusato un lieve malore (una crisi di panico), come già accaduto lo scorso 7 novembre, quando era stato portato nella caserma dei carabinieri di Ancona a poche ore dal delitto. Una volta ripresosi, il giovane ha affrontato le domande del giudice, presente il pm Andrea Laurino, assistito dall’avvocato Luca Bartolini. Quest’ultimo ha riferito che il 18enne ha ribadito la versione dei fatti resa davanti al pm nel primo interrogatorio – “sono stato io a sparare” -, e ha spiegato che il biglietto autoaccusatorio – “confesso l’omicidio di Roberta Pierini e Fabio Giacconi” - sequestrato dai Cc nella sua abitazione di Ancona, era in realtà un tentativo di proteggere il padre, Carlo, che in passato ha avuto problemi con la giustizia. 

Come aggiunto dal legale, il ragazzo è molto preoccupato per la sua ragazza, anch’essa in carcere“Chiede di lei, cerca di proteggerla, e racconta come si sono svolte le cose dal suo punto di vista – ha detto l’avvocato - È molto preoccupato, non si fa illusioni sul proprio futuro”, ma “non sta scaricando le proprie responsabilità”. Sabato il ragazzo aveva detto che era stata la fidanzata a incitarlo al delitto, dicendogli “spara, spara”, circostanza invece smentita dalla minore. 

Ieri Antonio Tagliata, che si racconta come un ragazzo molto religioso e in cella tiene un santino, ha incontrato in carcere il vescovo di Camerino Francesco Brugnaro, cappellano della struttura di reclusione. Nell’incontro, il 18enne è scoppiato in lacrime. Tagliata ha chiesto di stare da solo, ma non è escluso che il difensore chieda la revoca della disposizione. Intanto, viene sorvegliato a vista, nel timore che possa compiere atti autolesionistici.

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