Omidicio a Ripe, ergastolo all’assassino

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 22 aprile 2015 – Ergastolo a Myrteza Arifaj, il 38enne albanese che nell’ottobre 2011 uccise con un colpo di taglierino alla gola il commerciante Luigi Taurino, 35 anni, sgozzato a Ripe di Senigallia a poca distanza da casa sua. Ieri la Corte d’Assise d’Appello ha inasprito la pena a 23 anni di reclusione inflitta in primo grado all’albanese, difeso dagli avvocati Mario e Alessandro Scaloni. I giudici di secondo grado hanno infatti accolto l’istanza del procuratore generale Vincenzo Macrì, che ha chiesto l’aggravante della premeditazione. Inferiori le pene inflitte alla sorella di Myrteza, Suela Arifaj, 26enne madre di due bambini, considerata la mandante del delitto, e a Marku Jetmir, 27 anni, amico di Myrteza, che aveva accompagnato il 38enne nella sua spedizione punitiva contro Taurino. Per entrambi la pena inflitta è stata di 21 anni, la stessa comminata in primo grado a Suela e un anno in meno per Marku, che era stato condannato a 22 anni dalla Corte d’Assise: pur riconoscendo l’aggravante della premeditazione, sono state concesse le attenuanti generiche. Per Suela la Corte d’Assise d’Appello ha inoltre revocato i tre anni di libertà vigilata previsti in primo grado.

«Per la mia assistita – dice l’avvocato Moreno Giaccaglia – è arrivata una pena meno afflittiva. E’ ai domiciliari per accudire i suoi bambini, ancora piccoli». Ieri Suela non si è presentata in aula per motivi di salute. Erano invece presenti Myrteza Arifaj e Marku Jetmir, difeso dall’avvocato Felice Franchi, entrambi accompagnati dal carcere di Montacuto. Nel corso dell’udienza gli avvocati della difesa hanno tentato di far valere la tesi dell’omicidio preterintenzionale: l’intenzione di Myrteza, autore materiale dell’omicidio, sarebbe stata solo quella di punire Luigi Taurino perché aveva molestato sessualmente la sorella Suela, vicina di casa del commerciante. L’avvocato Giaccaglia, d’altro canto, ha sempre negato che la sua assistita fosse la mandante del delitto: la ragazza avrebbe accompagnato il fratello e l’amico in auto perché costretta con le minacce ed avrebbe cercato fino all’ultimo di convincere Myrteza a desistere. Ieri alla lettura della sentenza era presente anche l’avvocato Simone Mancini, che rappresenta le parti civili: la vedova ed il figlio di Luigi Taurino, i genitori ed il fratello.



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