Operaio ucciso da un’overdose. Caccia ai pusher: primi sospettati

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Macerata, 10 ottobre 2014 – Indagini a tappeto tra tossici e pusher, alla ricerca dello spacciatore che ha fornito la dose letale a Riccardo Palombi, stroncato da un’overdose nella notte tra martedì e mercoledì. Il maceratese, 41 anni, operaio della Cucine Lube, è stato trovato senza vita nel garage di casa sua, in via Zorli. L’uomo non era conosciuto come tossicodipendente alle forze dell’ordine, che lo avevano «intercettato» come consumatore di sostanze illecite solo fino al Duemila. Poi Palombi era riuscito ad allontanarsi dall’eroina, grazie anche, a quanto sembra, a un periodo trascorso in una comunità di recupero. In seguito, rientrato a Macerata, aveva trovato un lavoro e una prospettiva di vita.

Ma a quanto sembra una ricaduta potrebbe essergli stata fatale. I genitori lo hanno ritrovato in garage intorno alle 9 di mattina di mercoledì: il suo corpo era senza vita, vicino a lui c’era ancora la siringa usata per l’ultima iniezione. Secondo le prime valutazioni dei sanitari, il decesso sarebbe avvenuto ore prima, di notte o al massimo alle prime luci dell’alba. Informazioni più precise comunque anche su questo aspetto si avranno quando il medico legale Antonio Tombolini consegnerà i risultati dell’autopsia, eseguita ieri all’obitorio di Macerata su disposizione del sostituto procuratore Cristina Polenzani.

Intanto, le indagini sono partite da mercoledì mattina da parte della Squadra mobile della Questura, alla ricerca dello spacciatore che ha fornito la dose letale di eroina al maceratese. Su questo ci sarebbero già dei sospetti da parte degli inquirenti, che stanno ricostruendo le ultime ore di vita del maceratese: i suoi contatti, i suoi amici, i suoi rapporti. La polizia ha già fatto diverse perquisizioni, in città e non solo.

La morte di Palombi è la terza, nel giro di pochi giorni, registrata in provincia. I tre casi si sono registrata in città, a Civitanova e nell’entroterra, dunque non si può circoscrivere una zona più «a rischio»: tutta la provincia lo è. Le vittime però avevano qualcosa in comune: erano tutte persone che si erano temporaneamente allontanate dall’eroina, e che dunque non erano più assuefatte allo stupefacente: l’iniezione con la sostanza, che ora si trova in una qualità particolarmente potente, è stata micidiale per loro.

Oggi pomeriggio sarà celebrato il funerale di Palombi, alle 15.30 nella chiesa di Santa Maria della Pace.

Intorno al padre Gianfranco, alla madre Doriana, al fratello Massimiliano, alla nonna e a tutti i parenti, si stringeranno gli amici e i familiari.



 

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