Ospedali Marche Nord, parte la rivoluzione di Ortopedia

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Pesaro, 14 ottobre 2014 – Il reparto di Ortopedia degli Ospedali Marche Nord rivoluziona la propria attività. A partire da lunedì 20 ottobre l’attività traumatologica sarà concentrata all’ospedale di Pesaro, con l’apertura delle sale operatorie dalle 8 alle 20. L’ospedale di Fano diventerà invece la sede elettiva dell’attività ortopedica programmata e in day-surgery che rappresenta il 50% di tutti gli interventi annui. Sarà invece sospesa almeno per sei mesi tutta l’attività protesica , o almeno fino a quando il nuovo primario che sostituirà il dimissionario Giovanni Del Prete, non prenderà le redini del reparto.

E’ stato il direttore sanitario Maria Teresa Montella a presentare il nuovo modello organizzativo che partirà in forma sperimentale per due settimane coinvolgendo non solo gli ortopedici, ma anche i medici anestesisti e del pronto soccorso. «Questo tipo di organizzazione, già attuato in altre strutture ospedaliere italiane  – ha detto la dottoressa Montella – è per noi una sfida attraverso la quale intendiamo migliorare la qualità del servizio, diminuire i giorni di degenza, i tempi d’intervento nelle urgenze, soprattutto per quanto riguarda il femore”.

Le fratture registrate tra l’ospedale San Salvatore  e l’ospedale Santa Croce sono circa 1500 l’anno; quelle che riguardano i grandi anziani circa 400. “Se il paziente è giovane, ad esempio con una frattura alla spalla e con la previsione di una dimissione rapida, resterà all’ospedale San Salvatore durante la breve fase post-operatoria. Se il soggetto è anziano, con una frattura del femore, nella terza giornata o quarta giornata verrà trasferito a Fano dove ci sono importanti competenze internistiche, geriatriche e di medicina riabilitativa”. All’ospedale Santa Croce si prevede invece di concentrare il day-surgery con interventi in artroscopia, che sono stati 584 nel 2013, e di sviluppare la chirurgia pediatrica grazie all’arrivo di un professionista dalle Officine Ortopediche del Rizzoli di Bologna.



 

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