Ostetricia chiude, a Osimo non si nascerà più

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IL BORGHIGIANO IL BLOG DI FABRIANO E DELLE MARCHE – A OSIMO non si nascerà più. Il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello presentato dal sindaco di area Pd Simone Pugnaloni e dalla sua maggioranza per la salvaguardia del reparto neonatale del Ss. Benvenuto e Rocco. Ieri pomeriggio i giudici romani presieduti dal magistrato Marco Lipari si sono riuniti in Camera di Consiglio e in serata, quasi a sorpresa perché era atteso per oggi, il verdetto negativo per la città che sperava tanto nel suo mantenimento. Una decisione che fa da apripista anche per il destino del punto nascite di Fabriano per cui ora il futuro è sempre meno certo.
Dopo mesi di battaglie a suon di carte, manifestazioni e cortei con pancioni fino alla sede regionale il libro si chiude. Chiare le motivazioni. A un primo esame il Consiglio ritiene che l’appello non appare assistito da «fumus boni juris», cioè dai presupposti essenziali per ammetterlo a benefici: «Il procedimento che ha condotto alla chiusura del punto nascite dell’ospedale Ss. Benvenuto e Rocco è avvenuto gradualmente, in attuazione dell’accordo Stato-Regioni del 2010. Considerato che le paventate situazioni di pericolo di danno grave e irreparabile per la salute sembrano adeguatamente affrontate dall’Asur con la determina 35 del 2015 relativa al percorso per la «gravidanza fisiologica», alla guardia medica specialistica h24 e alla previsione del trasporto assistito nell’ospedale prescelto, il Consiglio respinge l’appello – recita la sentenza -. Eccezionalmente, in caso di emergenza, dove la partoriente non sia trasportabile, il parto è garantito presso lo stesso ospedale di Osimo». Il reparto resterà operativo a tutti gli effetti, nulla sarà toccato nell’eccellenza di Ostetricia e ginecologia. Nessuna donna però potrà più diventare mamma a Osimo, tranne in casi di assoluta emergenza. La puerpera potrà essere seguita dai medici del nosocomio osimano fino al nono mese di gravidanza e poi per il parto verrà dirottata nei punti di Jesi o al Salesi a seconda della disponibilità, proprio come aveva prospettato già nel dicembre scorso il governatore Luca Ceriscioli. Adesso bisognerà capire quali tempi ci sono da rispettare, se lo stop dei parti insomma è in «vigore» già da oggi. Il sindaco potrebbe chiedere subito l’apertura di un tavolo di concertazione tra Regione e sindaci.

Notizia riferita da Silvia Santini IL RESTO DEL CARLINO

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