Ostetricia, una grana per Renzi

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fabriano (Ancona), 28 dicembre 2015 – L’autosospensione dal Pd del sindaco fabrianese Giancarlo Sagramola e di assessori e consiglieri comunali del partito arriva sul tavolo del premier Matteo Renzi. Proprio lui, in qualità di segretario nazionale dei Democrat, è stato raggiunto ed informato del caso politico ormai divenuto di interesse nazionale vista la spaccatura sempre più netta tra il direttivo regionale e il gruppo fabrianese dopo la decisione di chiudere a partire dal 31 gennaio il punto nascite dell’ospedale Profili assieme agli omologhi servizi di Osimo e San Severino.

Magari non sarà Renzi in persona a scendere in campo per fare da pacere nella querelle tra il governatore Luca Ceriscioli e i colleghi di partito dell’entroterra, ma è probabile che tocchi all’immediato entourage del primo ministro affrontare la questione per cercare di sanare una frattura sempre più evidente, al punto che nell’ultimo faccia a faccia ad Ancona tra Ceriscioli e Sagramola, il sindaco fabrianese ha più volte battuto i pugni sul tavolo del governatore dicendosi tradito da questa decisione.

Peraltro sotto i riflettori non c’è soltanto il Pd, ma la partita potrebbe allargarsi in quanto anche in casa degli alleati gli animi sono altrettanti caldi. Il provvedimento di autosospensione, infatti, è stato preso anche da tutto l’Udc della zona montana, incluso il sindaco di Sassoferrato Ugo Pesciarelli. E proprio il partito dello scudocrociato in queste ore ha alzato il tono della polemica attraverso un comunicato del gruppo fabrianese che chiede ai vertici regionali di mettere in discussione la coalizione con il Pd per il governo delle Marche.

«Il nostro è un messaggio forte che speriamo arrivi in modo altrettanto chiaro ai destinatari», alza la voce Angelo Tini nella doppia veste di vice sindaco di Fabriano ed esponente del direttivo regionale del partito ora alle prese con un conflitto territoriale non di poco conto. Ma il governatore Ceriscioli è nel mirino anche delle parti sociali per la determina dell’Asur arrivata alla vigilia di Natale. «Uno schiaffo ai lavoratori e ai sindacati», lo definiscono i direttivi regionali di Cgil, Cisl e sindacati di categoria della sanità. «Un brutto regalo di Natale – prosegue la nota – nascosto all’interno di un provvedimento approvato alla vigilia delle feste quando i riflettori erano puntati sul bilancio. Una gravissima scorrettezza nel metodo ma anche tanta superficialità e assenza di organicità».

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