Pagano la casa al mare: "Ma l’annuncio era una truffa"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 12 agosto 2015 – Dall’entusiasmo per la vacanza, alla delusione per aver regalato i soldi ai truffatori. E’ quello che purtroppo stanno sperimentando alcuni maceratesi, che speravano di aver fatto un affare e invece si sono ritrovati senza soldi e senza alloggio.

Sempre più spesso chi cerca una sistemazione per le vacanze si rivolge alla rete: on line esistono infatti offerte allettanti, con prezzi più che competitivi. «La convenienza aveva spinto una famiglia maceratese a prenotare un appartamento sulla riviera romagnola per due settimane attraverso un’agenzia su internet – raccontano gli agenti della polizia postale –. Dalle foto la casa sembrava perfetta, il prezzo era allettante, e così i maceratesi hanno accettato la proposta e inviato subito la caparra: 450 euro, da versare con un bonifico bancario su un conto Poste Pay, di quelli di ultima generazione che hanno anche l’Iban.

Poi hanno voluto controllare se l’agenzia esisteva davvero, e da qualche riscontro su Google è stato accertato che esisteva. A quel punto però hanno deciso di andare a vedere anche la casa prenotata usando le mappe di Google, e qui non sono riusciti a trovarla: all’indirizzo che era stato indicato loro non c’era proprio niente. A quel punto hanno contattato l’agenzia, quella vera, chiedendo chiarimenti, e hanno scoperto che nessuno sapeva nulla della loro prenotazione, e sopratutto dei soldi versati per la caparra». In pratica qualcuno aveva messo on line un’offerta del tutto fasulla, spacciandosi per un’agenzia realmente esistente, e presi i soldi dell’anticipo era scomparso nel nulla, con i 450 dei maceratesi e di chissà quante altre povere vittime.

«Purtroppo stiamo ricevendo diverse denunce di questo tenore – continua la polizia postale –, ormai tipiche dell’estate. Così come sono tipiche in questo periodo le denunce per chi si ritrova la propria foto usata per un profilo falso. I truffatori in questo caso vanno a caccia di immagini di donne piacenti, preferibilmente in costume o comunque poco vestite, e poi usano questi profili per le estorsioni: contattato uno sconosciuto che, vedendo la foto di una bella donna in deshabille, accetta l’amicizia, e poi finisce nei guai. La bella sconosciuta gli chiede di farle vedere qualcosa di spinto alla web cam, lui accetta e poi viene ricattato». Perché in realtà la bella sconosciuta è un bravo truffatore. «E’ capitato che le maceratesi riconoscessero la propria immagine in profili con nomi diversi, sfruttati per cose illecite».

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