Parco San Bartolo nella bufera: tagli “ma anche sprechi”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Pesaro, 7 ottobre 2014 – “Cari cittadini, siamo alla mistificazione sistematica della realtà. Ci si lamenta delle poche risorse a disposizione, ma poi si spendono 60mila euro per realizzare un prato-pascolo per incentivare la biodiversità. La verità è che un paio di anni fa, prevedendo le attuali condizioni della finanza pubblica, abbiamo perso l’occasione di unire i quattro parchi marchigiani sotto la gestione di un unico ente regionale. Vinse la politica di borgata invece dei risparmi per economie di scala e ora siamo alle lacrime di coccodrillo“.

Inizia così l’attacco del consigliere regionale Idv ed ex presidente dell’Ente Parco San Bartolo, Luca Acacia Scarpetti, al suo successore Domenico Balducci che dalle pagine del Carlino ha espresso particolare preoccupazione per la grave situazione economico-gestionale in cui versa l’oasi naturale. Per l’anno 2014 la Regione ha destinato al Parco di 185mila euro per le spese correnti, a fronte di un fabbisogno di 220mila, e solo 75mila euro (e non 175, come inizialmente riportato) per gli investimenti, con una decurtazione del quaranta per cento rispetto al 2013. Ma a tutt’oggi non è stato versato nemmeno un euro e al San Bartolo sono a rischio gli stipendi di novembre. «La diagnosi è giusta, ma è la medicina ad essere sbagliata – dice Acacia, spiegando il motivo del contendere– Sbagliata perchè avere un po’ più di soldi non porta a risultati significativi sotto il profilo della promozione, fruizione, tutela ambientale, crescita scientifica del San Bartolo. Inoltre, questa gestione puntiforme, con competenze frammentate all’interno dell’area protetta, crea solo isolamento: una guida regionale di maggior peso politico-culturale servirebbe anche a far maturare negli enti locali una sensibilità diversa e avrebbe l’effetto opposto“.

Poi l’ex presidente, a suo tempo bersagliato da critiche per la sua linea di gestione dell’Ente, non rinuncia a togliersi qualche sassolino dalle scarpe «Mentre sulle cronache si legge di un bel riconoscimento concesso da Tripadvisor al nostro parco, che è bello di suo nonostante l’incuria, proprio domenica scorsa sono stato costretto a rispondere ad un paio di lunghe telefonate per aiutare alcuni giovani pesaresi a capire come trovare alcuni sentieri. Penso di poter affermare che siamo l’unico parco al mondo a non avere bacheche informative e planimetrie lungo la sentieristica. Come comprare una bicicletta senza ruote. In verità c’erano ma sono state tolte. In compenso si sono visti centinaia di piccoli segnali bianco/rossi, tipici dei sentieri montani e della rete Gea, che indicano però al novanta per cento sentieri lungo le strade asfaltate“.

Acacia muove critiche anche alla gestione dei progetti scientifici: «Penso che siamo l’unico parco al mondo “terrestre” a spendere soldi per divulgare la conoscenza degli ambienti marini, pur avendo un centro di cattura ed inanellamento di fama mondiale che è di fatto abbandonato e destinato a chiusura certa» . E tutto «spendendo più soldi per aprire la porta di quanto si stanzia in azioni concrete» conclude Luca Acacia Scarpetti.



 

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