Parolisi, martedì è il giorno dei giudizi: verdetti su libertà e rapporto con la figlia

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Teramo, 9 febbraio 2015 - Domani la Suprema Corte giudicherà il caporalmaggiore Salvatore Parolisi per l’assassinio della moglie Melania Rea, avvenuto il 18 aprile del 2011, nel bosco delle Casermette a Civitella del Tronto (Teramo). Colpevole o innocente? La Cassazione domani mattina ascolterà gli avvocati di Parolisi, la sentenza è attesa nel tardo pomeriggio/sera. Per la terna difensiva non ci sono prove a carico di Parolisi per cui chiederà l‘assoluzione o la riforma della sentenza di appello che ha condannato il sottufficiale dell’Esercito accusato del delitto a 30 anni, per cui potrebbe accadere che la Corte rinvii gli atti all’Aquila.

Sono 16 le motivazioni su cui faranno leva i difensori di Parolisi per chiederne la libertà alla luce della mancanza di prove e “delle forti discordanze presenti nelle due sentenze e nell’ordinanza di custodia cautelare emessa a suo tempo”, fa sapere Federica Benguardato, l’avvocato che domani sarà a Roma assieme agli avvocati Nicodemo Gentile e Walter Biscotti.

Salvatori Parolisi non vede la figlioletta da 4 anni. Esattamente da luglio 2011 quando la piccola aveva appena 18 mesi e la cui tutela venne affidata alla madre di Melania Rea. Domani, il tribunale per i minorenni di Napoli si pronuncerà sulla richiesta presentata dall’avvocato di Parolisi, Federica Benguardato, di far incontrare la bimba con il papà. Parolisi era venuto a conoscenza tardivamente della relazione del ctu nominato dal tribunale “dalla cui relazione emergeva chiaramente come fosse opportuno che la bimba incontrasse il padre”, spiega l’avvocato Benguardato.

“La bimba quando parlava al telefono con il padre Salvatore stringeva forte la cornetta del telefono”. La relazione del perito venne depositata nel 2012 ma Parolisi ne venne a conoscenza solo nel 2013. Dunque, l’ex caporalmaggiore attende una doppia decisione dei giudici: quella del tribunale dei minori e quella della Cassazione.

Fonte Agi



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