«Parto d’urgenza, salvi mia moglie e mio figlio»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

San Severino, 3 novembre 2015 – «Mia moglie e mio figlio sono salvi grazie al tempestivo cesareo fatto all’ospedale di San Severino. Come si fa a pensare di voler chiudere il reparto materno-infantile?». Inizia così, con un provocatorio interrogativo, il racconto di Andrea Vissani – giovane parrucchiere settempedano – che nei giorni scorsi ha vissuto attimi terribili assieme alla moglie Silvana e al loro nascituro. La storia, fortunatamente a lieto fine, ce la dice lui stesso, ancora impressionato dall’accaduto. «Era domenica, mi trovavo a Milano – spiega Andrea – mia moglie invece era a casa, tranquilla, a San Severino. Verso le 19, improvvisamente, Silvana, incinta di 7 mesi, comincia ad avere perdite rilevanti di sangue. Lei chiama la sua ginecologa di fiducia, la dottoressa Elisa Carboni, la quale, senza esitazioni, fa scattare l’allarme. C’era un distacco della placenta, bisognava intervenire immediatamente per non far perdere troppo sangue alla mamma e salvare il bambino.

Silvana così è andata subito in ospedale; nel frattempo la dottoressa – che quel giorno non era in servizio – ha chiamato da casa il reparto di Ostetricia per attivare la sala operatoria e il personale reperibile. In pochi minuti era tutto pronto e, quando è arrivata, mia moglie è stata subito sottoposta a taglio cesareo. Ha perso molto sangue, ma ora sta bene. Tutto ok anche per il piccolo, anche se è stato poi ricoverato all’ospedale di Macerata perché nato prematuramente. Adesso che la paura è passata mi faccio continuamente alcune domande: ‘Come sarebbero andate le cose se non ci fosse stato un intervento così tempestivo? Mia moglie, con tutto quel sangue che perdeva, sarebbe riuscita ad arrivare sana e salva fino a Macerata? E mio figlio ce l’avrebbe fatta?’ Ci riflettano sopra anche coloro che vorrebbero chiudere questo reparto, perché non si può risparmiare sulla pelle dei cittadini. Si facciano tagli in settori meno importanti rispetto alla sanità. In ogni caso mi sento di ringraziare con tutto il cuore la dottoressa Elisa Carboni e l’intera equipe ospedaliera che quella domenica ha salvato la vita a mia moglie Silvana e al nostro piccolo».

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