Pd fa mozione contro Sgarbi. Lui appare e loro… la ritirano

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Urbino, 17 novembre 2015 – Procedure atipiche ieri sera durante il consiglio comunale di Urbino: il gruppo consiliare del Pd che aveva presentato una mozione in merito alle assenze di fronte al consesso da parte di Vittorio Sgarbi e con l’occasione di ascoltare direttamente dalla voce dall’assessore alla Rivoluzione le giustificazioni del caso, al momento di illustrarne i dettagli, la ritirava per voce del consigliere Scaramucci.

A quel punto, altrettanto tipicamente, Sgarbi riteneva che fosse comunque il caso di rispondere.

«Se si vuole un assessore che faccia molta presenza e poco lavoro, dovrete rivolgervi a qualcun altro. Penso invece che con bilanci così grami come quelli che inevitabilmente abbiamo come i tanti enti locali, sia necessario darsi da fare operativamente come ritengo di aver fatto. Penso anzi che questa amministrazione abbia fatto più in cinque mesi di quel che la precedente ha fatto in cinque anni: poco tempo fa su Panorama si descriveva la presenza di Urbino all’Expo, che ha potuto vantare 700mila visitatori nel padiglione di Eataly di Oscar Farinetti e l’incontro del sindaco Gambini con il Presidente Mattarella e ad autorità internazionali. Ma soprattutto il fiore all’occhiello che Urbino può vantare è la splendida mostra sul libro italiano a Palazzo Isimbardi, che prosegue anche dopo la chiusura di Expo e vede presente 15 splendidi volumi illustrati provenienti dal Fondo Antico dell’Università assieme ai lavori su due opere da parte della Scuola di Conservazione e Restauro dell’ateneo.

Con loro anche la Scuola del Libro di Urbino che per tanti anni era sempre stato detto come non fosse adeguatamente valorizzata».

L’assessore ha poi voluto ricordare quanto fatto in Urbino: «a costi vicini allo zero abbiamo avuto la Bella principessa, che ha portato 26.000 visitatori al Palazzo Ducale. A questo sono seguite le mostre di Matteo Basilè alla Data, di Lorenzo Bonechi, di Tonino Guerra, di Riccardo Mannelli. E ancora urbinati e turisti hanno potuto ammirare il Tintoretto e Artemisia Gentileschi. Infine abbiamo ridato vita al Museo della Città trasformandolo in Casa della Poesia. Presto avremo Franco Battiato».

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