Pd, prove di intesa verso le primarie «AreaDem? Non esiste. Siamo uniti»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Macerata, 25 ottobre 2014 – «Areadem non esiste più. C’è un unico gruppo che sostiene Renzi». Così i «rottamatori» della prima e della seconda ora – nelle loro dichiarazioni pubbliche – buttano acqua sul fuoco delle polemiche e dei sospetti all’interno del Partito democratico. I renziani «doc» hanno scelto il loro candidato, Nicola Perfetti, e temono che l’asse creato a livello nazionale con gli ex AreaDem a Macerata possa non reggere. Il sospetto è che alla fine spunti un altro candidato. Da parte sua, Angelo Sciapichetti, che di AreaDem è l’esponente più in vista, dice di non voler parlare di candidati. Ma sulle primarie slittate al 25 gennaio, c’è maretta nel Pd e nel centrosinistra in generale, come dimostrano le dichiarazioni di ieri di Massimiliano Bianchini (Pensare Macerata) e Michele Lattanzi (Pdci).

Sciapichetti, nel centrosinistra in molti pensano che il 25 gennaio sia troppo tardi…

«Mi pare difficile stabilire la data delle primarie senza conoscere la data delle elezioni vere. Potrebbero peraltro esserci anche le primarie per le regionali. Oppure il partito potrebbe stabilire una data unica per tutta Italia. Forse le elezioni saranno a maggio e allora trovatemi uno in grado di reggere una campagna elettorale di sei mesi: non esiste al mondo. Chi si preoccupa di questa roba non sa come funzionano le elezioni».

Ma se le elezioni fossero a marzo?

«Ci sarebbero comunque sessanta giorni. E comunque senza una data vera ragioniamo sull’ipotetico».

Qualche renziano pensa che la vogliate portare per le lunghe per poi far saltare tutto…

«Su questo non rispondo, è una polemica che non mi interessa. Dico solo che serve più senso di responsabilità, perché in discussione non c’è solo il destino personale di qualcuno, ma il futuro della città. La fase è delicata, il partito sta lavorando su programma e alleanze».

Però i renziani hanno già scelto Perfetti…

«Sui nomi in questa fase non scendo. Nel Pd ci sono tante risorse e Perfetti è una di queste. Io sono interessato ad altre questioni: costruire un programma credibile, tenere unito il Pd e avere una coalizione ampia».

Le primarie si terranno sicuramente?

«Ad oggi le primarie sono una certezza, perché lo statuto dice che se non c’è un candidato che aggrega l’80% del direttivo, si debbono fare le primarie. Per ora questo candidato non c’è, quindi pensiamo alle primarie».

Chi non si straccia le vesti per le primarie slittate al 25 gennaio è Stefano Di Pietro, renziano della prima ora e uno dei papabili assieme a Bruno Mandrelli per la candidatura alle primarie, prima che la scelta cadesse su Perfetti. «Gli alleati dicono che il 25 gennaio è troppo in là e credo che la questione vada affrontata dal direttivo del Pd. Si potrebbe anticipare un po’, magari di una settimana. Però il bicchiere lo vedo mezzo pieno, perché così avremo più tempo per far conoscere il nostro candidato alla città. Poi le primarie sono un veicolo di promozione del candidato, quindi farle non lontano dalle elezioni potrebbe essere utile». Di Pietro dice di non temere scherzetti da Sciapichetti & company. «AreaDem non esiste più: c’è un gruppo unico che sostiene Renzi. Poi non è che siamo degli sprovveduti, anche noi ci attrezzeremo». Avanti tutta con Perfetti, quindi. «È un candidato che aggrega, che ha chance di vincere e che a 37 anni può aver una maggiore apertura rispetto a molte questioni. Questo è un passaggio che ci rafforza e dà un segnale: nella nostra area c’erano tre disponibilità e non c’è stata nessuna spaccatura. È una cosa che siamo riusciti a risolvere in un secondo».

 



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