Pendolaria, Orte-Fabriano tra le dieci peggiori linee ferroviarie di Italia

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Il Borghigiano Fabriano il blog delle Marche- C’è anche la Orte-Foligno-Fabriano tra le linee da incubo nel rapporto Pendolaria, la campagna di Legambiente dedicato alle linee ferroviarie italiane, che verrà presentato a gennaio e che quest’anno avrà come focus l’emergenza Sud.

Del rapporto sono state diffuse alcune anticipazioni con la classifica delle peggiori dieci linee ferroviaria di Italia: il collegamento Orte-Fabriano, cuore pulsante del collegamento tra Roma e Ancona, figura al nono posto. Risultato, a detta di molti frequentatori, addirittura benevolo rispetto ai disagi che si patiscono ogni giorno.

A livello nazionale, dal rapporto emerge un’Italia sempre più divisa in due, tra un’Alta Velocità davvero veloce e un servizio locale fatto di pochi treni, troppo vecchi ma sempre più costosi, che spingono i pendolari a ricorrere all’auto privata.

Pendolaria incorona la Roma-Lido di Ostia la peggior linea pendolare del Belpaese, seguita dall’Alifana e Circumvesuviana a Napoli e dalla Chiasso-Rho.
Nella top ten delle peggiori linee per i pendolari si trovano anche la Verona-Rovigo, la Reggio Calabria-Taranto, la Messina-Catania-Siracusa, la Taranto-Potenza-Salerno, la Novara-Varallo, la Orte-Foligno-Fabriano e la Genova-Acqui Terme.

Stando all’anticipazione del rapporto annuale, in Italia sono circa 3.300 i treni in servizio nelle regioni, con convogli di età media pari a 18,6 anni. I treni, inoltre, sono sempre meno: dal 2010 a oggi si stimano tagli pari al 6,5% nel servizio ferroviario regionale, con differenze notevoli a livello geografico. Il taglio è stato del 26% in Calabria, 19% in Basilicata, 15% in Campania, 12% in Sicilia. Il record di aumento del costo dei biglietti va al Piemonte, con un +47%, cui seguono il +41% in Liguria e il +25% in Abruzzo e Umbria.

E questo “a fronte di un servizio che non ha avuto alcun miglioramento”, sottolinea l’associazione ambientalista, che denuncia la “totale mancanza di una regia nazionale rispetto a un tema che non può essere delegato alle Regioni senza controlli”.

Notizia riferita dal Corriere Adriatico

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