Pensioni, anziano contro la burocrazia: deve essere pagato da 25 anni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 17 febbraio 2015 - Da venticinque anni aspetta l’integrazione della pensione che l’Inps gli dovrebbe versare e siccome l’età avanza, lui di anni ne ha accumulati già 87 e non può permettersi il lusso di attendere ancora. E così ieri mattina, armato di tutte le «peggiori intenzioni», si è presentato alla direzione provinciale dell’ Inps di Macerata, ha preteso un incontro con il direttore reclamando il pagamento delle spettanze arretrate, che non sono poche. Protagonista della storia è Franco Muzi, agricoltore di contrada Selve di Montecosaro, non nuovo alle cronache giudiziarie, che peraltro lo hanno visto vincente dinanzi al Tar in più occasioni, sia contro il Comune che contro un privato imprenditore della zona. Secondo i calcoli, gli sono dovuti circa nove milioni delle vecchie lire, ma calcolando gli interessi maturati, la somma, convertita in euro, sarebbe destinata a salire.

A monte di tutto, secondo Muzi, un errore di calcolo del sindacato a cui si è rivolto per i conteggi, aggravato dal fatto che la firma di avallo del calcolo non è sua, ma di un funzionario dello stesso sindacato che impropramente si è sostituito. In merito l’anziano agricoltore ha intentato diverse cause. Gira e rigira, comunque, passano gli anni e quei soldi, confermati da una perizia, ancora non li vede. L’Inps, dal canto suo, sostiene il contrario. Fatto è che di anni ne sono passati tanti, e allora lui, ieri mattina, ha pensato di passare ai modi spicci: ha preso la sua vecchia auto, è andato a Macerata e al direttore l’ha cantata chiara: «Io da qui non mi schiodo fino a che non mi date quello che mi spetta». Il direttore gli ha fatto capire che competente in materia non è l’ Istituto maceratese ma la sede di Civitanova e c’è voluto anche l’intervento del suo legale, avvocato Massimo Pistelli, per convincerlo che i modi spicci servono a poco quando la materia è in mano a un tribunale e che pertanto c’è da attendere la sentenza.

Franco Muzi lì per lì si è convinto, ma solo a metà. «Ho 87 anni – dichiara con piglio severo –, la sentenza è stata fissata al 2018. Questi aspettano che io crepi per chiudere tutto, ma avranno filo da torcere: ho pagato un sacco di contributi, quei soldi sono miei e me li debbono dare! Quanto al Padreterno, dovrà pazientare per un po’». E annuncia che analoga protesta la inscenerà davanti alla sede Inps di Civitanova.



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