Pergola, agricoltori in guerra contro l’Imu: "Va cancellata"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Pergola (Pesaro e Urbino), 7 febbraio 2015 – “Pretendiamo la cancellazione totale di questo tributo del tutto iniquo; l’agricoltura italiana e quella locale non possono sopportare ulteriori aggravi economici. Per questo la battaglia contro l’Imu sui terreni agricoli prosegue”. L’hanno detto chiaramente il direttore regionale della Cia, Gianfranco Santi, il presidente provinciale della stessa organizzazione, Alessandro Taddei e i sindaci di Pergola e Piagge, Francesco Baldelli e Maurizio Cionna, ieri in una conferenza stampa-convegno svoltasi nella città dei Bronzi al cospetto di oltre 200 persone fra imprenditori agricoli e amministratori.

“Grazie al ricorso al Tar del Lazio contro il decreto istitutivo dell’Imu sui terreni agricoli del 28 novembre 2014 inoltrato dal Comune di Pergola e dai 4 municipi dell’Unione Roveresca, affiancati poi da un comune calabrese, uno abruzzese e altri siciliani – ha evidenziato Taddei – il governo ha rivisto la questione, esentando 36 comuni della nostra provincia (quelli “montani”, ndr) anziché 2, ma si tratta di una vittoria solo parziale, perché i nuovi criteri di esenzione, costruiti sulla classificazione Istat dei comuni italiani fra “montani”, “parzialmente montani” e “non montani” continuano a determinare forti iniquità. E’ assurdo, ad esempio, che Montemaggiore al Metauro sia considerato “montano” e dunque sia esentato in toto dalla tassa, mentre Cartoceto non sia neppure “parzialmente montano” e dunque debba pagare l’Imu per intero”.

“Di fronte a tali iniquità – ha aggiunto Gianfranco Santi – occorre la cancellazione totale del tributo, anche perché i terreni sono uno strumento di produzione. E’ come tassare un tornio ad un metalmeccanico. Assurdo. La Cia, anzi l’intera “Agrinsieme”, ha organizzato per martedì prossimo, giorno di scadenza del pagamento dell’Imu agricola, una manifestazione in tutta l’Italia centrale con sit-in di protesta di fronte alle prefetture dei capoluoghi di regione. Inoltre, invitiamo i sindaci dei comuni “parzialmente montani” e di quelli di “pianura” (nella nostra provincia rispettivamente 11 e 12, ndr) ad impugnare davanti al Tar il decreto 4/2015 del 24 gennaio, così come ha fatto con successo Pergola nei confronti del primo decreto del 28 novembre, costringendo il governo ad un parziale dietrofront. E li invito, anche, a dire chiaramente ai propri cittadini che si può pagare senza sanzioni fino al 24 marzo, in linea con lo Statuto del Contribuente che concede 60 giorni dall’emanazione del decreto che istituisce il tributo”.

Insomma, l’invito, indiretto, è anche agli agricoltori a non rispettare la data del 10 febbraio. “Piagge (comune “parzialmente montano” e dunque con l’esenzione sui terreni solo per i coltivatori diretti e per gli imprenditori agricoli, ndr) farà ricorso al Tar – ha detto il sindaco Cionna accogliendo l’input di Santi – e con noi si muoveranno anche altri enti locali”, mentre il primo cittadino di Pergola Baldelli ha aggiunto: “La nostra battaglia continua, a tutela degli altri comuni e dei loro agricoltori, che sono una risorsa importante anche per la salvaguardia del territorio”.



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