«Perseguitata da anni, vivo nel terrore»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 29 dicembre 2014 – «Sono prigioniera in casa mia e quando arriva la sera, ho paura persino di scendere nel bar qui sotto». È l’amaro racconto di Anna (è un nome di fantasia), una donna di 47 anni, che abita sola in un piccolo appartamento a Lido di Fermo. Purtroppo da sei anni a questa parte Anna è costretta convivere con la paura di essere seguita, di subire appostamenti sotto casa, mentre il citofono suona in continuazione, in diverse ore del giorno e della notte. Nel corso di questi anni la donna ha anche subìto un paio di aggressioni. Tutto ciò è frutto della persecuzione di un uomo di Porto San Giorgio, che Anna ha conosciuto casualmente, senza che ci stata alcuna relazione affettiva, ma che puntualmente si ripresenta, come è avvenuto anche pochi giorni prima di Natale. «Ho conosciuto quest’uomo diversi anni fa. Tra noi non c’è stata alcuna relazione, ma purtroppo non mi lascia più vivere – si sfoga la donna –. Si apposta sotto casa mia aspettando che esca, me lo trovo dietro quando sono in giro per andare a fare la spesa o in altre occasioni. Quando arriva la sera, ho il terrore di uscire. Ecco, sono prigioniera in casa mia. Pensi che le poche volte che esco, quando rientro mi devo fare accompagnare fino alla porta di casa da qualche conoscente o dalla barista sotto casa».

La situazione va avanti ormai da alcuni anni e nonostante diverse denunce per stalking, la prima risalente al 2013, le cose non sono cambiante; anzi, sono persino peggiorate. «Dopo la prima denuncia – racconta Anna – quest’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato oggetto di una diffida, che gli impedisce di avvicinarsi a me e gli vieta di stare a meno di 200 metri dalla mia persona, ma lui puntualmente non rispetta questo provvedimento. In un paio di occasioni sono finita anche al pronto soccorso per delle aggressioni. L’ultima si è verificata il 6 gennaio, 35 giorni di prognosi. Dopo la denuncia, per l’uomo è arrivata l’ennesima diffida, che purtroppo non serve a nulla. Gli ultimi episodi sono avvenuti pochi giorni fa: la settimana scorsa, nel tardo pomeriggio, mentre stavo rincasando, me lo sono trovato sul pianerottolo di casa che stava urinando sul portone. Nel pomeriggio del 24 dicembre, poi, ha iniziato a colpire con forza la porta. Ho chiamato le forze dell’ordine, che mi hanno detto di chiudermi in casa e di non aprire. Le diffide nei confronti di quest’uomo non funzionano. Le autorità devono trovare un’altra soluzione, perché in questo modo non riesco più a vivere».

Alessio Carassai



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