Pesaro e Urbino è più colpita dalla crisi di altre province

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Pesaro, 9 ottobre 2014 – ECONOMIA e qualità della vita: la provincia di Pesaro e Urbino continua a perdere posizioni. Arretrano i parametri economici e aumenta l’emigrazione ospedaliera. Lo rivela una ricerca della Cna che ha messo a confronto i dati con le province delle Marche, più Rimini e Forlì-Cesena. Oltre alla dinamica delle imprese, ha valutato parametri come l’energia e l’ambiente, l’inclusione sociale, la qualità della vita, l’attrattività territoriale e la valorizzazione delle risorse, la raccolta differenziata.

IL RISULTATO? Preoccupante. I dati relativi all’economia dimostrano che tiene l’export, mentre calano le imprese, i fatturati, il numero di addetti. Il tasso di disoccupazione complessivo, rimasto a lungo uno dei più bassi, ha assunto una decisa dinamica di crescita dal 2011 giungendo a far peggio di tutte le altre province marchigiane, anche sul fronte del rischio finanziamenti c’è una tendenza alla crescita. Inoltre, l’indicatore della frequenza delle interruzioni accidentali del servizio elettrico mostra come la provincia soffra particolarmente del problema. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, Pesaro è al quarto posto dopo Macerata, Ascoli e Fermo. Aumenta di intensità (nel corso di un decennio) persino l’indice di micro-criminalità, pur restando il più basso rispetto alle aree considerate. Mentre sull’emigrazione ospedaliera manteniamo stabilmente il primato.

ALL’ANALISI sulle dinamiche territoriali, illustrata dal professor Giovanni Dini, ha partecipato anche Giorgio Calcagnini dell’università di Urbino: «Con l’economia in affanno, in provincia di Pesaro e Urbino sono aumentati gli inocuppati, il disagio sociale e la tenuta generale del sistema — spiega — ad aggravare le cose anche la crisi del principale istituto di credito e delle Fondazioni che hanno inevitabilmente impoverito il quadro generale del territorio. In questo momento occorre sostenere, anche attraverso le istituzioni, il sistema delle imprese. Occorre far ripartire gli investimenti in termini di energia, comunicazione, trasporti e tornare ad investire in formazione. Nel corso della direzione provinciale Cna, il presidente Alberto Barilari ha rilanciato l’allarme.



 

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