Pesca, vongolari in attesa per il verdetto sui confini

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Civitanova, 5 gennaio 2016 – E’ cominciato un anno che potrebbe rivelarsi importante (se non addirittura uno spartiacque) per le prospettive professionali dei vongolari civitanovesi.

Il 30 giugno scadrà l’ennesima proroga dello status quo, in relazione ai confini delle aree di pesca. E, a meno che la Regione non decida ancora una volta di non decidere, procrastinando la situazione attuale fino (è proprio il caso di dirlo) a vattelappesca, qualcuno guadagnerà dai nuovi equilibri e qualcun altro ci rimetterà.Il problema della distribuzione dei vongolari marchigiani tra Gabicce e Porto d’Ascoli è una spina nel fianco di molti: dei civitanovesi, soprattutto.

I «nostri» sono sparpagliati di qua e di là: 25 barche nel sub-compartimento civitanovese, nei limiti (tra la foce del Chienti e la periferia-sud di Porto Recanati) stabiliti dalla Regione nell’autunno del 2009; una ventina ad Ancona, tra il Cesano e Porto Recanati; una mezza dozzina nel mare piceno, a sud del Chienti.

Una «mappa» che i dorici, compresi i nostri «nordisti», non hanno mai digerito considerando di loro spettanza tutti i fondali fino al Chienti, com’era una volta. Da qui una fitta serie di ricorsi e carte bollate, alcune delle quali ancora in «progress».

In questi anni sono andati a vuoto i tentativi, tecnici e politici, di elaborare nuovi assetti utili ad accontentare tutti. Anche perché gli assessori e i consiglieri regionali procedono rigorosamente in ordine sparso (non conta l’appartenenza partitica, ma la geopolitica), devoti al bacino ove pescano i voti piuttosto che a re Salomone.

Forse nelle Marche ci sono troppe vongolare (220) in rapporto alla consistenza dei «giacimenti» di molluschi ma, poiché nessuno pensa di mollare e rottamare la barca, alla fine bisognerà provare a salvare tutti, se ci si riuscirà.

In questi mesi i leader dei quattro consorzi marchigiani (due sono civitanovesi: Giovanni Paci, presidente del Cogevo di Civitanova, e Giacomo Mengoni, presidente del Cogevo di Ancona) si sono rapportati a più riprese, sotto traccia, con gli organi regionali competenti, per sondare le intenzioni e provare a «insufflare» i rispettivi punti di vista.

Il pressing aumenterà di sicuro in primavera. Nel frattempo i vongolari marchigiani hanno sospeso tutti il lavoro: un classico per gennaio, mese poco remunerativo. A dicembre il Cogevo civitanovese si fermò in anticipo tra mille polemiche interne, destinate da qui in avanti a indebolire il consorzio nel «tira e molla» con gli altri colleghi.

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