Peschereccio tocca il fondo e si incaglia in porto

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Porto San Giorgio (Fermo), 16 ottobre – «Qui o si trova il modo per risolvere il problema dell’accumulo di sabbia oppure si chiuda il porto». Pino Rogante, la cui barca Gaetano I, intestata alle figlie Giulia e Silvia, si è incagliata la notte scorsa all’ingresso del porto, dice di non volersela prendere con nessuno per quanto accaduto, ma che non può neanche tacere la grave situazione in cui è costretta ad operare la marineria sangiorgese.

«Non possiamo vivere nel timore — lamenta — che ogni volta che usciamo o rientriamo la barca si incagli con il rischio di subire danni o peggio che qualcuno si faccia male». Erano circa le 2.30 di ieri mattina e Gaetano I rientrava dalla pesca. All’ingresso del porto ha toccato il fondo ed è rimasto impigliato. Il comandante ha cercato di far manovra per liberarsi, ma l’elica ha risucchiato una delle boe che delimitano la zona di basso fondale e si è bloccata. È intervenuto il motopesca Nonno Francesco per cercare di rimorchiare Gaetano I, ma è rimasto incastrato a sua volta, anche se poi è riuscito a liberarsi. A tirar fuori il motopeschereccio di Rogante ci ha pensato la vongolara ‘Lu Toscanu’, che avendo poco pescaggio, ha potuto operare con maggior efficacia e sicurezza. Gaetano I è stato poi portato in secco e sistemato nel cantiere per rimettere a posto l’elica.

«Che il fondale sia basso è un dato di fatto — commenta il comandante del Circomare Fabrizio Saverio Strusi — però bisognerebbe verificare anche se ci sono state responsabilità nella manovra». Ricordiamo che è di qualche giorno fa l’ordinanza con cui lo stesso comandante ha dato istruzioni perché le unità in transito procedessero alla minima velocità consentita, prestando attenzione per i possibili accumuli di accumuli sabbiosi che riducono a tre metri l’altezza dei fondali all’ingresso del porto.

«Oltre al danno all’elica — aggiunge Rogante — siamo arrivati tardi all’asta e abbiamo dovuto svendere il pesce; inoltre Nonno Francesco ha dovuto tardare di molto l’uscita in mare, perché l’imboccatura del porto era ostruita dalla mia barca». Dopo aver quindi fatto presente che a causa dei bassi fondali, il motopeschereccio Spirito Santo sì è trasferito a San Benedetto e Nuovo Aquilotto è andato a Civitanova, Rogante afferma: «L’ultimo dragaggio è stato ultimato neanche tre mesi fa e c’è ancora sabbia. Qualcosa non quadra: o il dragaggio non è stato eseguito a sufficienza o è necessario intervenire in modo diverso. Certo è che avanti in queste condizioni non si può andare. Non accuso nessuno, tuttavia chi deve intervenire, Regione, Comune o società Marina, lo faccia in maniera adeguata, oppure si chiuda il porto per la mancanza di sicurezza».

di Silvio Sebastiani



 

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