Pestaggio a un coetaneo, bulli nei guai

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli Piceno, 21 ottobre 2015 – Atti di bullismo: sette giovani ascolani sono comparsi ieri mattina davanti al giudice delle udienze preliminari del tribunale dei minori di Ancona. Il motivo: un pestaggio ad un loro coetaneo nel corso del 2013. Anzi, stando all’accusa, si è trattato di un vero e proprio accanimento visto che gli episodi contestati, secondo la relazione dei carabinieri, erano piuttosto numerosi. I sette hanno oggi poco più di 18 anni, all’epoca dei fatti erano tutti minorenni. La posizione più grave è quella di G.L., accusato di aver colpito la vittima, R. P, con un pugno ad un orecchio che gli ha provocato la perforazione del timpano.

Per lui è stata decisa una messa alla prova di otto mesi. Con tale provvedimento il processo viene sospeso e il minore viene affidato ai servizi minorili dell’amministrazione della giustizia che, anche in collaborazione con i servizi socio-assistenziali degli enti locali, svolgono nei suoi confronti attività di osservazione, sostegno e controllo. Assolto U. N., evidentemente considerato estraneo ai fatti, mentre la posizione di G.F. è stata stralciata e accorpata ad un altro procedimento al quale il ragazzo verrà sottoposto e che si terrà a marzo. Infine, il giudice ha rinviato la decisione per A.S., D.G., E.B. e E.C, per permettere alla difesa di formulare una proposta di patteggiamento. Nella vicenda sono coinvolte altre tre persone, all’epoca maggiorenni e che pertanto dovranno comparire davanti al Giudice di pace.

Come detto, i fatti contestati sono diversi, ma il primo risale al marzo del 2013, quando durante una festa nel quartiere di Monticelli ad un certo punto scoppiò una rissa e R.P. intervenne in soccorso di un amico che stava avendo la peggio. Il giovane venne scaraventato a terra e colpito con dei calci in più parti. Ma l’accanimento era appena iniziato. Pochi giorni dopo R.P. incontrò casualmente due degli aggressori, che lo minacciarono di riempirlo nuovamente di botte. Seguirono altri messaggi minatori per diverse settimane sul telefonino, fino all’episodio forse più grave, quando a giugno, all’uscita dalla scuola, in tre prima colpirono R.P. al volto con uno schiaffo, poi iniziarono a picchiarlo e una volta che questi era caduto a terra proseguirono con calci in varie parti del corpo. Mentre il giovane si rialzava per allontanarsi, poi, è stato nuovamente raggiunto da uno dei tre, G.L, che lo ha colpito con un pugno all’orecchio e poi una volta a terra con altri calci.

I sette vennero quindi denunciati per lesioni e anche per minacce, in particolare per quella che R.P., che nel procedimento è assistito dall’avvocato Arrigo Silvestri, si è visto rivolgere da uno dei ragazzi, che dopo questa serie di episodi gli ha telefonato intimandogli di non sporgere denuncia altrimenti per lui le conseguenze sarebbero state ancora peggiori. Una bruttissima vicenda che finirà per condizionare in ogni caso il futuro dei ragazzi coinvolti, «salvati» dal fatto di essere all’epoca dei fatti minorenni ma ora finiti sotto l’occhio della giustizia.

d.c.

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