Pestaggio in centro, il questore promette: «Pugno duro contro i violenti»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

San benedetto, 2 marzo 2016 – Al questore di Ascoli Mario Della Cioppa abbiamo chiesto il suo punto di vista sulla situazione sicurezza, relativa alla movida sambenedettese dopo il pestaggio avvenuto sabato sera in centro, vittome Mirco Vallorani e Pierfrancesco Troli,presidente del comitato di quartiere. Restano in carcere i tre stranieri arrestati. Ieri c’è stata l’udienza di convalida, nel carcere di Marino del Tronto, e tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. R.J. romeno di 23 anni, residente a San Benedetto; A.D. ucraino di 28 anni, residente a Martinsicuro; A.M. albanese di 26 anni residente a San Benedetto, sono già noti per reati di varia natura. Sono accusati di: lesioni personali aggravate, rissa, danneggiamento dell’auto del giovane di Monteprandone, causa del pestaggio e ubriachezza molesta.

Questi sono eventi che suscitano scalpore in una città come San Benedetto, ma che accadono anche con maggiore frequenza altrove, pensa che qualcosa di più possa essere fatto per fronteggiare il fenomeno? Crede che i controlli e i servizi di prevenzione messi in atto fino ad ora sono sufficienti?

«San Benedetto, come tutte le città di una certa rilevanza e dimensione, costituisce polo di attrazione specie in estate, ma anche nei fine settimana d’inverno. Fatti come quelli accaduti sabato costituiscono azioni isolate che, comunque, impattano in modo notevole perché si realizzano in una moltitudine di persone che trascorrono la serata in un’area circoscritta del centro anche in ore piccole. Questi eventi sono presenti anche altrove e possono accadere in aree di alta concentrazione di presenza, specie nei sabato sera. L’azione congiunta e tempestiva della Polizia di Stato e dei Carabinieri ha immediatamente risolto il caso e assicurato questi delinquenti alla giustizia. Da episodi cruenti come quelli di sabato vanno tenuti ben distinti altri collegati perlopiù a comportamenti inurbani, maleducati e fastidiosi per chi abita in quelle zone. Questi sono i contenuti della cosiddetta ‘Sicurezza Urbana’ di competenza della polizia municipale che, tuttavia, a San Benedetto lavora con impegno e quando necessario si coordina ottimamente con le altre forze di polizia. Occorre, tuttavia, ben distinguere la portata della «movida», durante l’inverno, da quella dell’estate. Nel secondo caso la concentrazione di persone è ben più ampia e investe il centro e la riviera e non può essere lasciata alla sola gestione della polizia locale. Il prefetto di Ascoli, dottoressa Patrizi, con cui sia il sottoscritto che il comandante dei carabinieri si interfacciano costantemente, anche su input del sindaco Gaspari, dedica sempre la dovuta attenzione a San Benedetto, stimolando adeguati servizi interforze come puntualmente accade nella stagione estiva».

I cittadini chiedono maggiore illuminazione, telecamere, vigili urbani armati al fianco di polizia e carabinieri, pattuglie automontate ma anche a piedi per rafforzare la presenza dello Stato nelle zone interessate dalla movida, cosa ne pensa?

«Pattuglie automontate di polizia e carabinieri sono sempre presenti per tutto l’arco della giornata su tutta la città. La polizia municipale fa poi la sua parte. Di sabato sera, la pattuglia della polizia, che ne ha la competenza a rotazione, dedica maggiore attenzione al centro storico interessato alla movida, specie dalla mezzanotte alle 4, per un immediato intervento nell’area stessa. Questo è stato il motivo per cui sabato sera l’intervento congiunto di polizia e carabinieri ha permesso, anche con l’ausilio di un terzo equipaggio della polizia stradale, di operare in modo tempestivo. In estate il discorso è diverso e, in sede di comitato di ordine pubblico, su input del Prefetto di Ascoli, sono disegnate altre strategie operative, eseguite con specifica ordinanza del Questore, com’è accaduto in maniera anche abbastanza innovativa nel corso dell’estate 2015, con l’impiego di un dispositivo appiedato e automontato interforze sia sulla riviera che nel centro storico. Quanto all’illuminazione e ad un sistema di video sorveglianza, sono misure passive di sicurezza complementare che esaltano il lavoro insostituibile di presidio sul territorio, fornendo un ausilio di straordinaria importanza ma anche elevando il senso di sicurezza percepito della collettività».

La gente chiede pene severe e certe?

«Colgo l’occasione per evidenziare che, per quanto riguarda l’episodio di sabato sera, l’azione degli aggressori è stata solo l’esaltazione di ingiustificata prepotenza messa in atto da vigliacchi che hanno operato in gruppo. Questi soggetti, albanesi, rumeni e un ucraino, da tempo in Italia, hanno mostrato di non avere alcun valore di riferimento se non quello della prepotenza e dell’egoismo e nei loro riguardi severa deve essere la risposta. A prescindere dall’arresto operato dalle pattuglie di Polizia e Carabinieri direttamente sul posto, ho già incaricato la Divisione Anticrimine e l’Ufficio Immigrazione della Questura di intraprendere immediatamente nei loro confronti tutte le iniziative dirette ad applicare loro la misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale, da cui scaturiscono severe misure di costrizione. Inoltre, laddove sarà possibile, adotteremo iniziative dirette alla revoca del permesso di soggiorno in Italia che ci consentirebbe, quindi, di poterli espellere. Stiamo verificando se sussistono i presupposti di legge per poterlo fare, anche per dare un preciso e forte segnale a chi lo merita, oltre le conseguenze di giustizia cui provvederà l’Autorità Giudiziaria».

Marcello Iezzi

 

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