Petizione anti accattonaggio, Corvatta risponde con un dossier

Il Borghigiano Il Resto del Carlino
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Civitanova Marche, 23 agosto 2014 – Messaggi sul web inneggianti a lanciafiamme e roghi come metodi anti rom e accattoni, post con l’indicazione di siti per acquistare armi.

C’è anche questo nel dossier che il sindaco sta preparando per allegarlo alla denuncia presentata in commissariato. L’apice delle tensioni martedì, alla consegna delle 4mila firme per il ripristino dell’ordinanza anti accattonaggio accompagnata da una cinquantina di persone che sotto il Comune hanno manifestato e urlato insulti appena saputo che l’incontro era durato pochi minuti. Corvatta torna su quel confronto chiedendo a Fernanda Recchi, promotrice con lo Speakers Corner della petizione «se avalla e giustifica le manifestazioni di violenza verbale che pullulano sul web. Sarebbe tra l’altro comprensibile, visto che a comporre la delegazione da lei guidata c’era anche una persona che poche ore prima aveva espresso chiari auspici sul da farsi con i volti del sottoscritto e del vicesindaco». Sull’accusa di aver liquidato la Recchi mancando di rispetto quindi ai firmatari «ha avuto — dice — il tempo che ha ritenuto necessario per esporre le sue ragioni. Dopo il suo intervento, ho informato i presenti che avrei indetto un consiglio comunale aperto sul tema dell’accattonaggio.

Subito dopo ho salutato. Non credo che la convocazione di apposita seduta consiliare sia un modo di ignorare le preoccupazioni dei cittadini, tutt’altro. Accolgo con piacere la sensibilità dimostrata dalla Recchi verso i problemi dell’accattonaggio e dei nomadi. Non mi pare di ricordare alcun suo intervento su tali argomenti in tutto il 2011, eppure ricorderà il problema rom diffuso in quel periodo in tutti i quartieri della città. E altro destino è stato riservato a suo tempo ad analoga quantità di firme contro il cavalcavia, di cui la maggioranza di cui la Recchi faceva parte non si era degnata di prendere atto. Alla cittadinanza non sfuggirà che da un lato c’è chi si sta impegnando a dare risposte concrete ai problemi, dall’altra chi ripropone una soluzione già sperimentata e fallita per un problema che esiste, ma quotidianamente ingigantito ed estremizzato, e lo fa senza ripudiare i germi della violenza e dell’intolleranza».




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