Pgk, i kartodromi indoor di Gagliardini in vecchie fabbriche e sui tetti dei palazzi

Paolo Gagliardini

IL BORGHIGIANO IL BLOG I FABRIANO E DELLE MARCHE – L’EX PILOTA DI KART SI È INVENTATO TRE ANNI FA QUESTA SPECIALIZZAZIONE: COSTRUIRE CIRCUITI PER GARE AMATORIALI AL COPERTO CON SISTEMI DI MASSIMA SICUREZZA E STRUTTURE DI SERVIZIO, DAL KINDERGARTEN AI RISTORANTI Ancona I suoi kartodromi indoor si moltiplicano: Paolo Gagliardini fondatore della Pgk ha costruito fino ad oggi 24 circuiti e le domande per realizzare gli impianti si susseguono giornalmente. Ovunque ci sia uno spazio di almeno 6000 metri quadrati, in Europa come in Cina, in India, in Algeria e negli Usa, si nasconde la figura dell’ex pilota di kart. Vecchie fabbriche in disuso, alcune ancora in funzione, centri commerciali e persino le sommità dei grattacieli si prestano alla creatività e competenza dell’imprenditore marchigiano. L’azienda con un fatturato di 2 milioni di euro ha sede legale a Milano e uffici commerciali ad Ancona. E’ stata avviata solo tre anni fa con l’idea maturata nel 1990 quando Gagliardini era il numero uno delle competizioni sportive continentali dei Go-Kart. “Un giorno mentre correvo in Austria – ricorda vicino al circuito di formula uno di Graz guardando la pista indoor in cui gareggiavo ho riflettuto su come sfruttare la mia esperienza di pilota per fare kartodromi”. Il tracciato era delimitato da copertoni di auto e mancava di tutte le caratteristiche di sicurezza che hanno invece ora i percorsi disegnati dalla Pgk. Per arrivare all’obiettivo, l’imprenditore fabrianese ha investito i risparmi e consumato intere giornate, andando per tentativi.

A forza di provare e riprovare ha formato un pool di fornitori, tutti provenienti dalle Marche, che su suo suggerimento attuano degli accorgimenti utili ai piloti per consentir loro di gareggiare con sicurezza ma anche con ottime prestazioni. Si tratta di innovazioni brevettate che stanno rivoluzionando il settore. I paraurti laterali che delimitano il percorso sono fatti a moduli con delle molle che appartengono alle sospensioni idrauliche delle moto da cross. Le novità coinvolgono l’asfalto: “Ho notato come il fondo stradale al chiuso nell’arco della giornata si rendesse scivoloso per l’umidità – spiega Gagliardini – ho scelto delle resine all’acqua senza odore che rivestono il manto e danno un grip più stabile”. Solitamente il team composto da cinque o sei persone si sposta sul luogo delle operazioni per verificare se ci siano le condizioni adatte. E una volta riportati i dati a casa si comincia a formare il materiale che viene poi montato sul posto. Per raggiungere il risultato occorre circa un anno. Nei Kartodromi della Pgk oltre alla pista c’è modo di adibire zone per bambini con baby sitter al seguito insieme a bar e ristoranti per l’intrattenimento. Le piccole monoposto non viaggiano a più di 50 chilometri orari e rientrano nei limiti delle competizioni amatoriali. “Quando ho costruito il primo kartodromo in Italia, a Olico vicino al Lago di Como – approfondisce l’imprenditore – le immagini sono rimbalzate sui social network di tutto il mondo sino ad ottenere 7 milioni di visualizzazioni”. Alle viste la proposta di restaurare i circuiti indoor esistenti a cominciare da quelli in Europa. Sono obsoleti e necessitano di una mano ‘chirurgica’ come quella di Gagliardini che tra resine per l’asfalto, piste multilivelli e paraurti speciali ha i numeri adatti per lo svecchiamento degli impianti. A lato, uno dei kartodromi indoor realizzati dalla Pgk d i Paolo Gagliardini

FONTE REPUBBLICA.IT

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