Piccoli comuni, grandi sindaci

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 12 gennaio 2015 - Di questi tempi, visto il clima (spesso giustamente) creatosi intorno ai politici, è difficile credere che c’è chi amministra solo per passione. Tante storie però stanno lì a dimostrarlo, specie se prendiamo ad esempio i sindaci dei piccoli paesi. I loro comuni sono rimasti ormai senza più trasferimenti statali, Renzi fa del tutto per cancellarli o accorparli, in alcuni casi possono contare su un paio di dipendenti soltanto, ma i primi cittadini devono trovare il modo di mandarli avanti, cercando di non gravare troppo sulle tasche dei cittadini. Allora, i sindaci, che già non godono di indennità da parlamentari o da consiglieri regionali, se le riducono o ci rinunciano del tutto. Doveroso, dunque, quanto meno citarli. Enrico Lanciotti di Altidona taglia le sue spettanze per aiutare le famiglie in difficoltà, Gian Mauro Borroni di Monte Rinaldo per garantire l’assistenza agli anziani, Federica Paoloni di Magliano di Tenna per garantire l’insegnante di sostegno nella scuola, Armando Altini di Falerone per favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

In più, quasi tutti quelli dei piccoli centri sono sindaci di strada, nel senso che li trovi poche volte seduti in poltrona e quasi sempre in giro a risolvere anche le questioni più banali. Quando nevica, guidano addirittura le ruspe comunali per liberare le strade.Nonostante le beghe quotidiane e i pochi soldi in cassa, riescono pure a mettere a segno qualche bel colpo turistico (Vittorio Paci a Monteleone), culturale (Nicolino Carolini a Francavilla d’Ete) e promozionale (Giusy Scendoni ad Ortezzano). E’ proprio vero che chi meno ha più dà. Vi risulta che qualche consigliere regionale si sia ridotto la sua ricca indennità per fini sociali?



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