«Pochi ospedali, montagna penalizzata»

unione montana

FABRIANO Una strategia comune per lo sviluppo della montagna marchigiana e per difendere la sanità dell’entroterra da depotenziamenti e chiusure. Questo l’obiettivo comune scaturito dagli stati generali della montagna marchigiana svoltosi a Fabriano, in occasione del primo anno di vita dall’istituzione dell’Unione montana. Il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola ha ripercorso le difficoltà e le problematiche che l’area montana si è trovata ad affrontare nel corso di questi anni: «I tagli lineari della politica, sempre più consistenti, hanno reso difficile garantire i servizi alla popolazione montana che negli anni inevitabilmente è diminuita in quasi tutte le zone montane marchigiane tranne nella zona dell’Esino Frasassi in cui si è mantenuta pressoché costante». E il futuro non si annuncia migliore, e i problemi che l’area montana marchigiana deve fronteggiare sono innumerevoli, dalla rete sanitaria «con la presenza di solo quattro ospedali che coprono il 55% del territorio contro i nove ospedali presenti nella costa» ai trasporti «dove si assiste ad una scarsa integrazione del trasporto su gomma a causa dell’organizzazione ancora ferma ai vecchi confini con linee insufficienti e articolate su vecchie modalità. Cui si aggiunge la difficoltà del trasporto ferroviario sempre più minato e reso difficoltoso da continui tagli alla spesa». E poi i servizi sociali «con la difficoltà di garantire i servizi essenziali ad una popolazione che invecchia sempre di più e logisticamente distribuita in territori difficili da raggiungere, difficoltà che potrebbe essere superata facendo coincidere i territori dell’Unione Montana con quelli degli Ambiti territoriali sociali», l’istruzione «con la necessità di pianificare indirizzi scolastici e localizzazioni degli istituti tenendo conto non del singolo territorio comunale ma dell’intera zona montana» le imprese «da sostenere anche attraverso il recupero dell’Accordo di programma, nato della crisi della Antonio Merloni, come strumento di sviluppo delle aree interne. Promuovere inoltre interventi di sostegno all’artigianato artistico e rilanciando i centri servizi alle imprese, simili al modello Meccano». Infine l’agricoltura «promuovendo la ricerca e l’uso delle nuove tecnologie anche attraverso la ricerca di nuove fonti di finanziamento» e la forestazione «rilanciando l’attività forestale come strategia essenziale di sviluppo del territorio». Notizia riferita da Claudio Curti IL MESSAGGERO

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