Pochi sacerdoti e sempre più anziani: la messa trasloca a casa del parroco

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Recanati (Macerata), 1° febbraio 2016 – Si ritrovano nel salottino della casa del parroco ogni domenica alle 11.30 per partecipare alla santa messa. Sono una ventina di fedeli, abituati da tempo a seguire don Vincenzo Quercetti e la cerimonia sacra che lui era abituato ad officiare nella bellissima chiesetta dell’Assunta a Recanati, all’interno della casa di riposo degli Ircer.

Ma l’età e gli acciacchi ormai impediscono all’anziano sacerdote anche di fare quei pochi passi che separano la sua abitazione, in via Calcagni a Recanati, dalla chiesetta. E allora, per i suoi affezionati fedeli, don Vincenzo celebra il sacro rito nella sua casa, sul tavolo della sala, aiutato dagli stessi fedeli e da sua sorella, utilizzando le ostie consacrate che si fa portare. L’altare è il tavolo rotondo della sua stanza con il calice, il messale, un cero rosso acceso e un crocifisso. La preoccupazione di don Vincenzo Quercetti, però, rimane quella chiesetta vuota che un tempo sia lui che don Giovanni Simonetti, scomparso ormai un anno fa, aprivano tutte le sere e nei giorni festivi per celebrarvi la santa messa.

Le cerimonie erano seguite da un pubblico folto e appassionato, composto non solo da chi frequentava la casa di riposo, ma anche da persone amanti di quell’aria raccolta che vi si respira. Ora quel luogo rimane tristemente chiuso, come anche la vicina e più grande chiesa di Sant’Agostino. Non è facile per don Pietro Spernanzoni, il vicario in città del vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, conciliare i diversi luoghi di culto presenti con i pochi parroci a disposizione e con i magri bilanci dell’ente che invita a razionalizzare le spese, per esempio quelle del riscaldamento.

Per non lasciare sempre chiusa la chiesa di Sant’Agostino e in rispetto alla piccola comunità della zona, don Pietro Spernanzoni ha adesso deciso che il sabato sera alle 18 la santa messa sarà officiata qui e non più a San Domenico. La nuova organizzazione delle messe diventerà operativa tra due settimane, a partire da sabato 13 febbraio.

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