Porto d’Ascoli, rivoluzione che non serve

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli Piceno, 18 ottobre 2015 - Porto D’Ascoli non li vuole, parte della maggioranza non li vuole, eppure si faranno. I Poru, acronimo di piani operativi di riqualificazione urbana, stanno mettendo a dura prova la giunta Gaspari. In via Scarlatti, uno degli ultimi lembi di terra rimasti ancora incolti (dal cemento), assieme a via del Cacciatore e all’area Brancadoro (entrambi hanno le ore contate) potrebbero finire sotto migliaia di metri cubi di palazzine, centro commerciale, parcheggi, strade (una nuova viabilità sarebbe comunque necessaria). Insomma Porto D’Ascoli sarebbe rivoluzionata.

Le attività della zona hanno paura, giustamente, della concorrenza. Gli abitanti temono questa rivoluzione. Anche don Pio ha alzato la voce. Sel e Socialisti minacciano guerra. Ma si va avanti, e alla fine si faranno. Ma servono? A San Benedetto mancanza di abitazioni proprio non c’è, anzi. Centri commerciali già ce ne sono e anche piuttosto vicini a quello ventilato e contestato. Di nuovi parcheggi, restando così le cose, non c’è bisogno. E allora perché andare avanti e non provare a pensare ad altro? Una discoteca, un campeggio, un parco. Purtroppo il dado è tratto. Ai posteri l’ardua sentenza.

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