Porto insabbiato: cinque pescherecci restano fuori

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Porto San Giorgio, 11 gennaio 2015 – Interdetto l’ingresso nel porto ad imbarcazioni con un pescaggio pari o superiore ai 2,50 metri. Lo ha stabilito il comandante dell’ufficio circondariale marittimo Fabrizio Saverio Strusi tramite un’ordinanza emanata ieri dopo aver effettuato i necessari rilievi batimetrici. «I fondali del canale di accesso al porto – spiega il comandante – sono interessati da un fenomeno di formazione di barre sabbiose di entità variabile, non prevedibile e in evoluzione, che ne hanno ridotto la profondità in alcuni tratti fino a quote di 2,70 metri di profondità in corrispondenza del passo di entrata». Questa analisi lo ha indotto a disporre che «sino a nuova disposizione, le unità in transito con pescaggi pari o superiori a 2,50 metri non potranno accedere all’interno degli specchi acquei portuali». Le barche ormeggiate che intendono lasciare il porto e che hanno pescaggi superiori ai 2,50 metri potranno farlo soltanto con l’autorizzazione del Circomare e non potranno farvi ritorno fino a quando l’ordinanza resterà in vigore. Quindi potranno rientrare solo dopo che saranno stati effettuati i lavori di dragaggio e la profondità del mare all’ingresso dell’impianto portuale sarà tornata compatibile con le loro stazze.

IL provvedimento non coinvolge le vongolare e le barche da diporto, che hanno un basso pescaggio, bensì i motopescherecci. Dei sette rimasti in attività, potranno restare in porto soltanto due, mentre gli altri cinque dovranno trasferirsi altrove. Di questi ultimi ‘Gaetano I’ e ‘Spirito Santo’ sono già emigrati nel porto di San Benedetto. Quelli che probabilmente dovranno fare altrettanto, o magari scegliere Civitanova, sono ‘Nuovo Aquilotto’, ‘Tiziana’ e ‘Nonno Francesco’. Tutti, pur andando incontro a dei disagi, hanno condiviso l’ordinanza che il comandante Strusi ha emessa chiaramente con lo scopo di garantire la sicurezza della navigazione. Protestano, comunque, per il mancato dragaggio e sollecitano le autorità competenti a porvi mano, perché nel più breve tempo possibile la situazione torni alla normalità e il porto, gravemente depauperato, a funzionare. Il comandante con l’ordinanza avverte anche le unità che rientrano nei limiti di pescaggio di 2,50 metri di procedere alla minima velocità consentita per manovrare in sicurezza, prestando la massima attenzione per i possibili accumuli, anche temporanei, di detriti o materiali sabbiosi che riducono l’altezza dei fondali del porto.

Silvio Sebastiani



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