Portonovo e il buon senso

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 2 agosto 2015 – Partiamo da una premessa, mai così d’obbligo come in questo caso: le regole valgono per tutti e non solo devono essere rispettate, ma anche fatte rispettare. Poi, però, esiste anche il buon senso e nella storia che vi stiamo per raccontare ce n’è davvero poco. Quale storia? Quella dei sequestri a Portonovo che in questa estate così calda sono fioccati senza tregua.

Il blitz al Fortino, l’apri e chiudi di Anna, i sigilli di Emilia, le verifiche al Clandestino, gli ultimatum ai Pesci Fuor d’Acqua, le visite al Molo: tutto per abusi che, purtroppo, esistono da anni e che per anni si è fatto finta di non vedere tra concessioni amichevoli e condoni strappati all’ultimo momento. Poi, un giorno, c’è chi si alza storto e in piena stagione si accorge che nella baia c’è qualcosa che non va: e via al valzer dei sequestri con stabilimenti chiusi totalmente o in parte. Dimenticando un dettaglio: che dietro a ogni stabilimento ci sono famiglie che con esso ci campano tra proprietari che fanno investimenti e dipendenti che ci lavorano. Non ci stancheremo mai di scriverlo: si metta mano seriamente a Portonovo. Ma magari con un po’ di buon senso.

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