Premi ai dirigenti: Ricci accusa Ceriscioli

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Pesaro, 29 agosto 2014 – I DIRIGENTI comunali hanno appena ricevuto l’indennità di risultato (o premio) per l’anno 2013. La legge impone che le cifre vangano pubblicate sul sito del Comune ed è quello che è stato fatto. Il direttore generale uscente Daniele Ragnetti ha ottenuto uno stipendio lordo nel 2013 di 93.747 euro di cui 16mila euro di premio. La segretaria comunale Deborah Giraldi ha percepito 115.788 euro di cui un premio di 10.210 oltre a 21.622 euro di diritti di segreteria. Poi in ordine alfabetico: l’avvocato Mariangela Bressanelli ha ottenuto 88.272 euro di cui 8.200 di premio e 10.335 euro sottoforma di percentuale in base all’esito delle cause. Guglielmo Carnaroli dell’Urbanistica ha ottenuto 75.836 euro con 8.100 di premio.

Franco Gabellini ha avuto 71.536 con un premio di 8.300 euro. Il comandante dei vigili urbani Gianni Galdenzi ha ricevuto 78.936 euro con un premio di 11.200. Claudio Gaudenzi della manutenzione ha ottenuto 76.851 con un premio di 9.100. Stefano Gioacchini: 71.502 con un premio di 8.000. Nardo Goffi: 90.736 con un premio di 13mila. Mauro Moretti: 72.036 con un premio di 8.800. Ugo Morselli: 84.001 con un premio di 8.800 e una provvigione per la legge Merloni di 7.464. Paola Nonni: 84.336 con un premio di 9.100. Giulio Oliva: 84.420 con un premio di 8000 e altri 1.683. Cinzia Orlando: 78.736 con unpremio di 11mila euro. Mirella Simoncelli: 78.936 di cui 11.200 di premio. Francesca Maria Speranzini: 85.936 di cui 11.200 di premio. Giuliano Tacchi: 89.036 di cui 8.800 di premio. Giorgio Viggiani: 81.697 di cui 8000 di premio e 5.695 di altre provvigioni.

COMMENTA il sindaco Matteo Ricci: «Pagare premi di questo tipo a dirigenti a tempo indeterminato è allucinante. La legge che permette tutto questo è fuori dalla realtà. Non ha più a che fare con la pubblica amministrazione dove l’ordine primo è quello di risparmiare su tutto. Chiederà al governo Renzi e al ministro Madia di avere coraggio e prevedere nel disegno di legge che si sta preparando di vincolare i premi a dirigenti a tempo determinato. Cioè a persone che sono sul mercato e dunque a causa di questa precarietà possono avere un compenso maggiore. Ma non è più ammissibile che un dirigente a vita non rischi nulla e si prenda pure le indennità di risultato. Noi abbiamo già tagliato con la nuova legislatura 7 dirigenti, scendendo a 11 da 18. Il risparmio che avremo subito è di 250mila euro, ma non posso fare altro. Sicuramente io non avrei permesso, come è accaduto un anno e mezzo fa al comune di Pesaro, di organizzare un concorso per dirigenti a tempo indeterminato.

I dirigenti devono essere a tempo, oppure gli si diminuisce lo stipendio. Perché qui siamo al paradosso che l’ultimo dirigente guadagna il doppio del sindaco. Ma non credo che lavori più di me o si assume ogni giorno maggiori responsabilità delle mie. Allora è l’intero meccanismo sbagliato e la stessa legge Bassanini è totalmente fuori del tempo. Risparmiamo sulla carta igienica e si pagano premi allucinanti. Il governo deve avere il coraggio di cambiare tutto».

Roberto Damiani



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