Prendi quattro e paghi due. Ladro goloso in pasticceria

Il Borghigiano Il Resto del Carlino
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Civitanova, 21 agosto 2014 – Le paste sono buone ma costano anche fatica al pasticciere, che si alza alle tre del mattino. Per questo, vedersele soffiare da sotto gli occhi dal furbetto che prende quattro e paga due, rompe tremendamente le scatole. È quanto successo qualche giorno fa alla Pasticceria San Marone di Giampiero Croceri, e a dir la verità, non è un caso isolato. La vetrina con le squisite leccornie ammicca infatti all’esterno del banco ed è alla portata del cliente: una bella tentazione per i golosi impenitenti o chi non teme il colesterolo. L’altro giorno, protagonista dell’illecito «prelievo», è stato una giovanotto sulla trentina, dell’entroterra. Alla cassa ha pagato un paio di paste, ma poi ne ha consumate ben oltre l’importo versato.

Quando stava per allontanarsi, il titolare lo ha richiamato facendogli notare la… dimenticanza. Lui prima ha negato, ma poi, dinanzi alla inoppugnabile prova delle telecamere di cui è dotato l’esercizio, ha dovuto ammettere il «peccatuccio di gola». «Che sia un peccatuccio lo penso anch’io — scherza Croceri — ma se a commetterlo sono in tanti la cosa si fa più seria. E poi non è il danno materiale che io contesto, quanto il principio: io mi faccio un mazzo tanto per farmi fregare da qualche furbastro?». Il fenomeno è piuttosto diffuso e in passato ha avuto anche risvolti singolari. La Pasticceria San Marone, infatti, confeziona e vende anche a bar della città e dei centri vicini tramite un furgone-frigorifero che viene caricato alle prime luci dell’alba. Ebbene, è successo più volte che mentre l’addetto caricava il furgone, qualcuno, furtivamente, scaricava un contenitore e spariva nel nulla.

«È il colmo», sbotta Giampiero. Per l’episodio dell’altro giorno non sporgerà denuncia. «In passato l’ho fatto — dice — ma poi mi sono tirato indietro di fronte alle implorazioni dei familiari. Non lo farò — conclude scherzando —. Anzi, in futuro metterò un vassoio a disposizione di chi è tentato dalla gola, per evitare spiacevoli conseguenze».

Quello del furto di pasticcini ha risvolti diversi. In un noto bar di via del Casone, tanto per fare un esempio, qualche lestofante s’è più volte appropriato del vassoio pieno che il distributore, fideisticamente (o ingenuamente), per abitudine lasciava all’alba dinanzi alla porta d’ ingresso in attesa dell’apertura. Chissà, forse l’ ignoto aveva qualche festicciola da onorare…




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