Preparano i pasti per le mense ma non hanno mai ricevuto gli stipendi

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Fermo, 12 novembre 2014 – Un mestiere cominciato male e finito peggio. Pare questo il destino delle ormai note sporzionatrici, le lavoratrici che si occupano di preparare i pasti ai bambini delle scuole fermane. Un compito quanto mai delicato e importante cui le addette si dedicano con grande sensibilità.

Il problema è che il contratto delle persone coinvolte, signore disoccupate per lo più, è sempre ballerino e lo stipendio mai sicuro. Da qualche tempo la questione è anche peggiorata, il settore è finito nella gestione di un Consorzio di Catania che ha offerto il prezzo più vantaggioso ma per le lalvortrici non c’è stata più pace. E oggi siamo ancora al dramma, da quando è iniziata la scuola, lo scorso settembre, non è arrivato per loro neppure un centesimo e gli stipendi non sembra arrivino per ora.

Sono partiti i reclami, le proteste, le richieste, sia al Consorzio che all’Asite, che si occupava della questione prima dell’appalto. Niente, sembra che degli stipendi non ci sia neppure l’ombra. Raccontano alcune delle sporzionatrici che tra l’altro temono anche di perdere il posto di lavoro: «Abbiamo fatto anche vari incontri sia col sindaco che con il presidente dell’Asite Cippitelli, ma ognuno scarica il barile e le colpa sull’altro. Il sindaco ci ha assicurato che dipende dall’Asite, ma alla società si cade dalle nuvole e nessuno, nemmeno i sindacati che rappresentano molte di noi, riescono a sbrogliare questo problema. Anzi, se reclamiamo in Asite ci viene anche detto che a chi non conviene può anche licenziarsi e andare via. Vorremmo sapere perché si gioca con la dignità di tante donne che cercano in questo difficile momento di crisi di portare qualche soldo a casa, donne che svolgono il proprio lavoro in tutta coscienza e che hanno il delicato ruolo di essere a contatto con i bambini anche molto piccoli».

A quanto pare, alle lavoratrici non sono stati versati neppure i contributi e la questione si fa davvero delicata. Tra l’altro, si sentono voci secondo le quali il servizio mensa potrebbe anche essere gestito in altro modo e per le donne coinvolte sarebbe l’ennesimo disastro, dopo l’affidamento dell’appalto al ribasso del 15% ad un consorzio che è in Sicilia e che davvero poco si è occupato delle questioni fermane. Tra l’altro, le donne che sono state assunte per le mense erano tutte indicate dai servizi sociali e nelle liste della disoccupazione dunque con un’estrema necessitò di lavorare.



 

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