Primarie Pd, gli stranieri non potranno votare

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Macerata, 16 ottobre 2014 – Doppio turno, ma niente voto agli stranieri. Sono questi i punti salienti della bozza di regolamento per le primarie del centrosinistra, che la prossima settimana passerà al vaglio della direzione del Partito democratico (e poi degli altri partiti della coalizione). In quella sede dovrebbe sapersi qualcosa anche sulla data delle primarie che alcuni vorrebbero celebrare prima di Natale, mentre altri preferirebbero direttamente ad anno nuovo.

La novità della bozza di regolamento sta tutta nello stop al voto degli stranieri. Il Pd sembra aver fatto tesoro delle polemiche di cinque anni fa, quando l’alta affluenza di votanti extracomunitari (che poi non avevano diritto di voto alle elezioni comunali) fu all’origine di polemiche infuocate nel centrosinistra. Su 3.647 votanti al primo turno delle primarie, gli stranieri ai seggi furono circa 400, oltre il dieci per cento. Tanto che si levarono proteste sia da Bruno Mandrelli che da Romano Mari. Quest’ultimo, in particolare, si spinse a dire che «il sindaco di Macerata non può essere scelto dalla legione straniera. Qualcuno (il riferimento era a Massimiliano Bianchini, ndr) ha voluto giocare in un modo che rischia di danneggiare la città».

Questa volta, per tagliare la testa al toro, avranno diritto di voto soltanto gli iscritti alle liste elettorali, cioè gli stessi che avranno il diritto di andare ai seggi alle comunali della prossima primavera. Unica eccezione per i minorenni che compiranno 18 anni entro la fine di febbraio (ma la data potrebbe variare a seconda di quando si terranno le elezioni).

Confermato, invece, il doppio turno. Se i candidati saranno più di due e se nessuno raggiungerà il 50 per cento dei voti, allora i primi due si sfideranno al ballottaggio, come avvenuto cinque anni fa con Carancini e Bianchini. Un nodo che non mancherà di far discutere è la data delle elezioni. I renziani spingono per chiamare il popolo del centrosinistra alle urne il 14 dicembre. Altre anime del partito vorrebbero rimandare tutto a anno nuovo. Un’ipotesi, quest’ultima, che secondo alcuni nasconde la volontà di far saltare le primarie.



 

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