Prof precario detta legge in tribunale. Ministero condannato: "Deve pagare"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 5 febbraio 2015 – Dopo avere insegnato da precario per oltre 15 anni, in tribunale ha visto riconoscersi il diritto al pagamento dello stipendio anche per i mesi estivi, con tutto il corollario di contributi e la ricostruzione della carriera. La sentenza, la prima del genere pronunciata a Macerata, arriva dopo lo stop alla cronicizzazione dei precari arrivato dall’Unione europea: dopo tre anni di contratti annuali per colmare i posti vacanti disponibili, gli insegnanti dovranno essere assunti a tempo indeterminato.

A presentare il ricorso è stato il professor Franco Cestola, 58 anni, civitanovese tecnico di laboratorio di elettrotecnica ed elettronica. Dagli anni dal 2005 al 2010, aveva ottenuto una serie di incarichi annuali dagli istituti tecnici di Matelica, San Severino, Corridonia e Recanati. Ma i suoi contratti – come quelli dei precari con incarichi annuali – scadevano sempre a giugno, dunque per i mesi di luglio e agosto non aveva alcuno stipendio, né alcuna contribuzione per la pensione.

Alla fine, esasperato, nel 2011 con l’avvocato Anna Maria Recchi ha presentato un ricorso al tribunale di Macerata, contestando questa prassi tanto diffusa nella scuola italiana. Precisamente, per quanto avvenuto dal 2005 al 2010, il professore ha chiesto che venisse annullato il termine di scadenza inserito nei suoi contratti, che venisse riconosciuto il suo diritto alla stabilizzazione con la conversione del contratto a tempo indeterminato, e che gli venissero pagati gli stipendi e i contributi che non aveva ricevuto.

Nel frattempo sulla questione ci sono state diverse sentenze. In particolare, lo scorso novembre la Corte di giustizia dell’Unione europea ha ritenuto contraria al diritto comunitario la normativa italiana sui contratti a termine nel settore della scuola: dopo 36 mesi di precariato, il contratto deve diventare a tempo indeterminato. Sulla scia di questa pronuncia, a gennaio il tribunale di Napoli ha trasformato un contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato, riconoscendo al professore precario anche le retribuzioni dovute per i mesi estivi e il riconoscimento dell’anzianità pregressa.

E nei giorni scorsi, anche il giudice Germana Russo di Macerata ha condiviso questa lettura della sentenza comunitaria, e ha dunque accolto il ricorso del professore civitanovese: il ministero dell’Istruzione è stato condannato a pagargli le mensilità di luglio e agosto che, dal 2006 al 2010 (quelle del 2005 sono ormai prescritte), non aveva avuto perché i suoi contratti scadevano sempre a giugno. Inoltre il ministero è stato condannato anche alla ricostruzione della carriera del professor Cestola con il riconteggio dell’anzianità.

Una buona notizia per i tantissimi precari che, ogni anno, coprono i posti vacanti per tutti i dieci mesi di lezioni, per poi ritrovarsi senza lavoro dal primo giugno, in perenne attesa di una stabilizzazione che può arrivare anche alle soglie della pensione.

 



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