Prof ucciso a Tunisi, massimo riserbo sull’autopsia

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 6 febbraio 2015 – Quattro ore per l’autopsia d Miassimo Bevacqua, il docente universitario di 42 anni, originario di Rossano (Cosenza), trovato senza vita nella sua abitazione di Sidi Bou Said, a Tunisi. Gli inquirenti tunisini mantengono però un riserbo strettissimo sugli esiti dell’esame autoptico, iniziato a mezzogiorno.

Il delitto è avvenuto nella notte tra il 3 e il 4 febbraio all’interno del piccolo appartamento che Bevacqua occupava nel villaggio sul mare non distante dal centro della capitale tunisina dove risiedono molti stranieri.

L’ipotesi principale è che Bevacqua sia stato ucciso, ma mancano conferme in tal senso da parte degli investigatori. In ogni caso nulla di quanto è emerso dall’autopsia, effettuata dai medici legali tunisini, secondo quanto si è appreso a Rossano, dove vivono i familiari di Bevacqua, è stato riferito al fratello, Cataldo che si trova in Tunisia dalla sera di mercoledì scorso.

Il fratello del docente, inoltre, aveva anche chiesto che all’autopsia potesse assistere un perito di parte in rappresentanza della famiglia, ma la richiesta non è stata presa in considerazione dalle autorità tunisine.

Inoltre le autorità nordafricane avrebbero negato anche di vedere il cadavere del fratello. Al fratello della vittima, inoltre, sarebbe stato impedito di entrare nell’abitazione del congiunto per recuperare almeno i suoi effetti personali.

Bevacqua, noto arabista, era professore di lingua italiana all’Università di Cartagine e all’Istituto italiano di cultura della capitale tunisina. In Italia insegnava lingua araba con un incarico a contratto alla Facoltà di Lingue e culture straniere di Urbino, dove era atteso per una sessione di esami in programma la prossima settimana.



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